Un po’ a malincuore per la piccola invidia bisogna ammetterlo: non appena si passa la frontiera con la Francia, i colori e le atmosfere della Costa Azzurra sembrano letteralmente esplodere.
Mentone, non a caso definita “perla della Francia” è un piccolo gioiello tranquillo e ben curato, dove quando la municipalità si muove per promuovere la Festa dei Limoni o per realizzare un nuovo tratto di lungomare con annesso parcheggio multipiano interrato (comodissimo) ogni cosa funziona esattamente come dovrebbe.
Se vi guardate attorno tutto pare in ordine e rigoglioso… Perfino i borghi sulle alture sembrano essere vivi e ben tenuti. Oggi andremo a verificare (come se ci fosse bisogno) sulla prima altura alle spalle di Mentone quel gioiellino medievale che porta il nome di Roquebrune.

Come raggiungere Roquebrune
Ci sono un sacco di indicazioni e la via non è difficile.
Per prima cosa mantenetevi sul lungomare fino a quando ad un grosso semaforo troverete il cartello che vi segnala la fine di Mentone e la possibilità di svoltare a destra.
Girate a destra e poi immettetevi subito nella strada a due corsie, a sinistra usando la grande rotatoria con le palme. Avrete preso così la D6007 (Av. de Verdun) . Continuate su questa strada che esce dal centro abitato per circa 3km. Un po’ in salita essa vi porterà fino all’incrocio con la D2564 che riconoscerete perchè è una grande rotatoria. Prendete a destra (la strada è in salita) e sarete sulla D2564. Proseguite per un paio di km e troverete la svolta a destra a gomito, che vi porterà direttamente a Roquebrune.
Pochissime altre curve ed arriverete ad una piazza, tipica dei borghi francesi del sud, con i tigli ed il campo da petanque, ai margini della quale sarà possibile parcheggiare l’auto.
Come per Sainte-Agnès e Eze-village è necessario lasciare l’auto e risalire a piedi verso l’inizio del borgo.
A Roquebrune il percorso è molto breve. Vi accoglierà quasi subito una piazza spettacolare. Cinta e protetta verso mare da uno sperone roccioso che si affaccia sul vuoto ed alle spalle dalla rupe su cui poggia l’antico castello militare, essa ospita al centro un bellissimo albero di ulivo secolare.
Il cielo è vicinissimo. Il senso di leggerezza, nonostante le imponenti rocce e di sospensione sono dominanti. Davanti a voi una terrazza vi mostra quasi a centottanta gradi una vista mozzafiato sulla baia di Roquebrune.
Alla vostra sinistra Cap Martin e Mentone. Alla vostra destra Montecarlo con, poggiato come un libro dimenticato su una mensola, l’Hotel Maybourne Riviera, che con la sua ardita ed impattante posizione, sembra dover cadere da un momento all’altro.




Dopo esserci riempiti gli occhi con tale bellezza ed aver curiosato dall’alto sui giardini con piscina delle bellissime e costose ville, iniziamo la visita del borgo.
Passando accanto al ristorante La Grotte & l’olivier prendiamo Rue de Grimaldi fino alla chiesa di Sainte Marguerite la quale appare di scorcio con la sua facciata color salmone dalle doppie paraste e oculo a croce ed il suo cortiletto chiuso da un cancelletto. All’interno un pavimento in risseu con rosa dei venti e datato 1776 ed un tempietto in stile classico che ricorda i caduti delle guerre. Accanto alla facciata della chiesa l’ingresso di un oratorio dalla bella porta a cassettoni.
La scalinata di Rue de l’eglise alla nostra sinistra conduce verso la parte alta del borgo.
Qui tutto è ordinato e pulito. I segni del tempo ci sono e sono affascinanti, ma sono come ovattati dalla cura che i “cugini” di Francia hanno delle loro cose, e pertanto gli echi del passato arrivano più deboli.
Passato l’archivolto ci troviamo al bivio con Rue de la Fontaine (a destra). Prima di salire seguiamo questo viottolo ed arriviamo in un bello slarghetto con una fontana del XIX secolo coperta di edera. Anche qui tutto è gradevole e non c’è nulla fuoriposto. Le case hanno facciate spoglie, senza traccia di portali storici, e con colori tenui ma sembrano abitate e ben tenute. Non mancano gli angolini che invitano a curiosare…
Proseguiamo passando sotto ad un altro archivolto su cui si affacciano le finestre delle case (con sommo senso della privacy) e tra vasi di piante aromatiche, bouganvilles e tavolini utilissimi per un aperitivo al fresco della sera arriviamo ad una ultima piazza che si apre sul vuoto a sud e termina con la porta cinquecentesca del borgo disposta a levante.
Guardiamo le case con gli ingressi su cui si srotolano subito i gradini delle ripidissime e pericolosissime case liguri. Siamo in Place Capitaine Ernest Vincent.
Si nota il carattere militaresco di questo spazio, adatto a contenere e manovrare gruppi di soldati.









Vi consigliamo di uscire dalla porta per un paio di approfondimenti:
1) il primo è la vista di un ulivo millenario che si trova a circa 80 metri dalla porta della città. Vedrete un albero con un tronco multiplo, enorme. Un groviglio di tronchi e radici senza soluzione di continuità che ha inglobato le pietre di un muretto e che è largo quasi dieci metri. Un cartello spiega la storia di questa pianta che ha quasi duemila anni.
2) il secondo è la Tomba di Le Corbusier, che si trova nel Cimitero cittadino. Le Corbusier, pseudonimo di Charles-Edouard Jeanneret-Gris, il più importante architetto e urbanista francese, padre del Modernismo, una delle personalità più importanti e influenti dell’architettura del Novecento, è legato a Rocquebrune perché, oltre ad essere seppellito qui, proprio a Rocquebrune fece realizzare Le Cabanon, un capanno in legno minimalista che fu la sua casa di villeggiatura fino alla morte (sopraggiunta in mare nel 1965) e oggi aperta al pubblico e visitabile. Parleremo approfonditamente del Cabanon in un prossimo articolo. Per ora accontentiamoci di una visita alla tomba di Le Corbusier.
Egli progettò la tomba in occasione della morte della moglie Yvonne e vi trasmise il suo amore per il Mediterraneo. Realizzata in cemento chiaro ha due targhe con i colori del cielo e del mare. La tomba è disegnata con il tratto essenziale e semplice dell’architetto: non ha spazio per elementi vegetali, ma conserva un vaso cilindrico che rimanda alle forme geometriche pure. Una croce ed una conchiglia adornano il sepolcro.
“Ho disegnato una lastra funebre che porta una proiezione prismatica di 53 cm di altezza × 43 cm di larghezza, la parte superiore inclinata da 53 cm a 10 cm all’altra estremità. Questa proiezione è lunga 70 cm e larga 43 cm. Poiché si tratta di introdurre le ceneri di mia moglie, questo servirà come chiusura » Le Corbusier al sindaco di Roquebrune Cap Martin, il 16 maggio 1958.


E’ ora il momento di salire al Castello.
Torniamo sui nostri passi e risaliamo per Rue du Chateau. L’ingresso al castello è a pagamento, 5 € il costo del biglietto. La struttura, in pietra a vista, è monumentale, ben conservata, ben restaurata e musealizzata in modo da raccontare la vita al suo interno, sia che si fosse la guarnigione di guardia, sia che si fosse prigionieri per chissà quale malefatta commessa in quel di Roquebrune. Da qui, la vista verso Ponente è occupata dal promontorio occupato dall’Hotel Maybourne Riviera che guida lo sguardo verso l’insenatura di Montecarlo.
Il castello è piuttosto antico, risale almeno all’inizio del XIII secolo, citato in documenti del 1217. Giriamo attorno agli spessi muri di pietra fondati su roccia viva ed avvolti da un piccolo giardino botanico. L’aspetto esteriore già ci racconta della sua funzione prettamente militaresca. Arriviamo ad una piccola piazza d’armi, dove, sulla destra sono state posizionate, per i festival estivi, file di sedute.
Un ponticello stretto stretto ci conduce alla porta del castello, che è sopraelevata per evidenti necessità militari. Varcata la soglia, subito si sale una ripida scala stretta e dai gradini alti, che conduce ad un cortiletto di forma quadrata che in realtà era una sala riscaldata da un camino.
Davanti a noi sulla sinistra una seconda rampa di scale conduce ai piani superiori. Al centro del cortile, un pozzo e più in fondo una porta austera e semplice ci conduce ad una serie di ambienti chiusi.
Una serie di pannelli aiuta ad orientarsi all’interno del monumento. Leggiamo che il primo vano che si apre a destra era una prigione… a noi pare l’alloggio del comandante di guarnigione perchè allo stato attuale è ordinato aerato e curato.
Subito dopo, si apre, sempre verso il mare un ambiente dalla volta bassissima. Angusto e poco luminoso è riempito di letti incatenati al muro e paglia a terra, con bauli e oggetti quotidiani. E’ descritto come l’alloggio delle truppa.






Usciamo per salire al piano superiore.
Qui all’interno si apre subito a destra un abiente chiuso da una cancellata metallica, in cui sono disposte riproduzioni di armi medievali. L’armeria… con un po’ di fantasia.
Passata l’armeria ci si trova in una sala lunga e profonda che ospita una serie di bacheche con esposti modellini in legno di giochi antichi ed un piccolo cubicolo ad uso wc.
Da questa sala è possibile uscire su un ballatoio esterno che ci riporta sul cammino di ronda.
Sempre dalla scala appena percorsa si sale all’ultimo livello: il tetto del mastio o donjon. Da qui, la vista è bellissima, ma la cosa più gradevole è l’avere sott’occhio tutto lo sviluppo volumetrico del castello. Una bella foto e via si scende nuovamente verso l’ingresso.
La visita al castello oltre ad essere necessaria in un luogo come Roquebrune votato alle nuvole ed agli spazi imprendibili è gradevole e leggera, con informazioni essenziali e per tutti. Vi piacerà.






Torniamo alla macchina e beviamo una bella birretta fresca al piccolo bar accanto ad un negozio di antiquariato e brocante.
NOTA: attenzione ai giocatori incalliti di Boules carrées !
Trattasi di una variante della petanque (ossia circa le nostre bocce) appositamente studiata per essere giocata in pendenza. Sembra una stupidata ma utilizzando cubi di legno colorati è possibile giocare alla petanque senza che le variazioni di pendenza impediscano le partite… I francesi sono sempre avanti a tutti…
A Roquebrune (forse anche a Sainte-Agnés e a Gorbio) si gioca accanitamente… Non passate in mezzo alle partite se non volete essere redarguiti.

Se dopo aver letto questo post decidi di visitare Roquebrune, ritorni qui per lasciarci le tue impressioni? Ogni commento è ben gradito e ci aiuta a migliorare l’offerta di consigli e cose da vedere.


