Le esplorazioni di Maraina e Davide
dall’Hotel Rosalia di Bordighera

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In Francia li chiamano “villages perchés“: letteralmente villeggi sospesi. Si tratta di borghi medievali costruiti in altura che sembrano emergere dalle rocce. Sainte-Agnès è uno dei borghi medievali più alti d’Europa e perfetto rappresentante di questa categoria di paesi.

Il villaggio si pone ad una quota di circa 800 metri sul livello del mare, direttamente alle spalle di Mentone, è conosciutissimo per la presenza all’interno del ventre della sua montagna dell’omonimo forte della Linea Maginot e per i resti di un castello medievale datato al XI secolo.

Come raggiungere Sainte-Agnès:
Partendo dall’Hotel Rosalia proseguite sulla via Aurelia verso Mentone. Superato il porto ed arrivati alla prima grande rotatoria che a destra immette in una galleria, scegliete di imboccarla. Proseguite su questa strada fino al primo grande semaforo con cavalcavia della ferrovia. Svoltate a destra tenendovi sul viale centrale e seguite fino in fondo come doveste andare a prendere l’autostrada.
Poco prima di imboccare l’autostrada vedrete un bivio che vi indica Sainte-Agnès. Inizia un percorso che risale le aspre colline dell’entroterra inizialmente parallelo all’autostrada, poi discostandosi e iniziando una salita, in alcuni punti piuttosto stretta, fatta di tornanti e immersa in un territorio fatto di roccia a vista e di olivi.

Salendo, un punto panoramico in particolare, contraddistinto da una roccia triangolare sul lato del mare, offre una vista spettacolare sulla costa sottostante, che ormai appare lontanissima.
Giunti al paese di Sainte-Agnès, potete trovare parcheggio direttamente presso il Forte, o immediatamente ai suoi piedi, lungo la strada.

Noi abbiamo visitato questo borgo in una giornata in cui il cielo era coperto e dal mare le nuvole si muovevano veloci ed a banchi, talvolta svelando, talvolta nascondendo alla vista l’intero villaggio. L’atmosfera era molto suggestiva, quasi fuori dal tempo.

Abbiamo già descritto l’esperienza di visita del Forte Sainte-Agnès in un post appositamente dedicato, pertanto qui ci soffermeremo alla visita del paese e del castello medievale.
Per prima cosa vi consigliamo di dare una occhiata al panorama dalla apposita terrazza che troverete nei pressi dell’ingresso del Forte e che domina le valli sottostanti, fino al mare di Mentone. Troverete una vista mozzafiato e sotto di voi il ripido sentiero che è a disposizione dei più sportivi e temerari che intendono salire al borgo a piedi zigzagando tra pietre e boschetti.
In fondo, e se ne sente ancora il brusio, corre il nastro di cemento ed asfalto della A8 autostrada che collega la Francia con il nostro confine.
Accanto a voi, a sinistra è possibile ristorarsi presso la splendida terrazza del ristorante Le Righi. Alle vostre spalle troverete uno dei primi accessi al paese.

Risalite lungo il vialetto costeggiato dai cipressi. Essi vi condurranno al cancello del cimitero. Poco prima di esso, una deviazione ripida vi darà un assaggio della salita che vi attende per raggiungere il sito del castello.
Prendete fiato e salite… Tra piante spontanee e profumate di camomilla, arbusti mediterranei e rocce muschiate, risalirete lungo un sentiero gradinato e curato che con qualche zig-zag dopo circa dieci minuti vi condurrà all’ingresso del castello.

Per visitare il sito è richiesta un’offerta libera: troverete un casottino di legno ad accogliervi. Davanti a voi un piano punteggiato di rocce e fiori, molto selvatico ma non lasciato incolto. Tutto è ordinato ma dà l’idea di un orto botanico spontaneo; eppure qui sorgevano le case dell’antico villaggio che gravitava intorno alla fortezza.
Qualche indicazione vi darà ideal addirittura di dove sorgeva la piccola chiesa del borgo… Poco distante dal casotto d’ingresso noterete i resti di un edificio, che doveva essere una cisterna… Ma del villaggio antico praticamente non vi è più altra testimonianza.

Quello che vi balza alla vista sono sicuramente le piante e gli alberi. Seguendo un piccolo vialetto sassoso avrete la possibilità di scendere ad un livello più basso dove in anni recenti è stato allestito un giardino romantico – orto botanico (Giardino dei 5 Sensi). Il giardino nato da una idea della Association des Peintres du Soleil si sviluppa lungo uno spazio rettangolare cinto a sud dalle mura ed a nord da alcune terrazze rocciose che risalgono verso il castello. Dal margine inferiore del giardino potrete godere ancora della splendida vista orientata verso Mentone e l’Italia.
Tra le piante messe a coltura c’è anche la vite che produce vino in circa 500 bottiglie.

Saliamo al castello.
Le prime stracce del castello risalgono alla fine del X secolo, insistendo probabilmente su ciò che fu un castrum romano. Citato nei documenti fino già dal 1180, il castello era di proprietà dei Conti di Ventimiglia. E’ in questo secolo che l’abitato iniziò a svilupparsi attorno alla fortezza. Dalla fine del XIII secolo al XIV essa fu oggetto di contesa tra i genovesi e il conte di provenza.
Nel Seicento per ordine di Luigi XIV la fortezza fu rasa al suolo e diviene possesso dei Savoia e parte del Regno di Sardegna alla caduta di Napoleone, per passare sotto il governo francese con il referendum del 1860 che ne decretò l’annessione alla Francia insieme alla Contea di Nizza.

Tutt’ora è possibile accedere al castello attraverso la antica porta. All’interno, subito a sinistra, un vano per il corpo di guardia è dotato di feritoie che guardano a ovest ed a nord.
Il castello si presenta con un vasto cortile lungo e stretto, orientato in direzione est-ovest, sul cui lato sud corre tutta una cortina alte mura, restaurate in anni recenti dopo diverse campagne archeologiche.
A nord della corte, con un salto di quota, si trovavano diversi vani ed il lato nord della cinta muraria stessa. Poggiato su uno spesso sperone roccioso sta invece il vero e proprio corpo di fabbrica della rocca: un blocco di forma vagamente rettangolare con al suo limitare est un mastio tozzo e massiccio.
Costeggiando le mura più alte si raggiunge una porticina. Si entra così nel torrione quadrato. Tramite una scala in legno si sale ad un piano scoperto, che oggi è una terrazza super panoramica, dato che è il punto più alto di tutta Sainte-Agnès.
Godetevi una splendida vista a 360° praticamente libera. A nord le valli si stringono e si inaspriscono: qui numerose sono le postazioni della Seconda Guerra mondiale, raggiunte da sentieri oramai invisibili o da strade militari.
Ad ovest è possibile vedere una buona fetta di Costa Azzurra. A est le valli che poi risalgono sul massiccio roccioso che separa Italia e Francia e che sul mare termina con le rocce-riparo dei Balzi Rossi.
Al momento della nostra visita la vista non era particolarmente sgombra perchè l’aria era a questa altezza era attraversata da banchi spessi di nubi che letteralmente vagavano nel cielo. Tuttavia l’esperienza è stata affascinante e fuori dal comune: i paesaggi si svelavano poco a poco e le nuvole ci sbattevano letteralmente sul viso, con l’aria che diventava a tratti immediatamente fredda e umida.

Il borgo.
Dopo aver messo la testa tra le nuvole siamo scesi verso il borgo, che è minuscolo e ruota attorno a due poli. Il primo e più importante è quello della Mairie, che si trova sul lato nord. Qui troverete una piazza alberata con un bistrot dove bere qualcosina guardando i tetti delle casine sottostanti su cui affaccia la colorata chiesa parrocchiale di Notre Dame de la Neige. Seguendo la via che passa dirimpetto alla chiesa attraverserete tutta la parte alta del borgo e vi troverete all’altro polo, che è quello che riguarda il forte. Lungo questa via e lungo la stradina che corre parallela poco sopra di voi incontrerete diverse botteghe artigiane caratteristiche proprio dei villaggi francesi. Il paese si sviluppa più in basso in un intrico di tetti e vicoli abitati e freschi che sono come abbracciati dalle curve della strada statale che vi giunge.
Le case hanno le facciate in pietra e tutto reca l’impronta tipida dei cugini francesi: colore e dettagli curati anche se gli abitanti sono pochi, cosa che balza all’occhio se si fa un paragone con l’entroterra dell’estremo ponente ligure il quale reca ancora la patina della Storia e della fatica dell’uomo che abita questi luoghi che oramai sopravvivono per lo più con enormi difficoltà.

Poco al di sotto, in un ampio spiazzo che funge anche da crocevia è possibile visitare la Cappella di San Sebastiano, un minuscolo edificio del XVII secolo dipinto in maniera naif ed un po’ eclettica. Da qui è possibile percorrere numerose strade che conducono al Col de la Madone verso ovest o, verso nord alle montagne, dove sparse si trovano tantissime postazioni-bunker della Seconda Guerra Mondiale e che fanno parte della linea difensiva francese.

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