Le esplorazioni di Maraina e Davide
dall’Hotel Rosalia di Bordighera

Il borgo di Piène

Oggi andiamo a cavallo della linea di confine tra Italia e Francia nei territori della Val Roja e visitiamo due minuscole antichissime realtà: i borghi di Olivetta San Michele e Piène (Piena).

Come arrivare a Olivetta San Michele
Partendo dall’Hotel Rosalia seguite le indicazioni per Ventimiglia e poi una volta sul ponte del Fiume Roja a Ventimiglia, alla rotatoria svoltate verso i monti della Val Roja.
Risalite la valle per circa 20 minuti passando le tre lunghe gallerie che precedono il bivio per Airole, proseguite ancora 3 minuti fino a San Michele (che è una frazioncina di case con stazione ferroviaria) e subito troverete a sinistra un bivio in salita che vi segnala la strada per Olivetta San Michele, il confine di Stato e Sospel (SP73).

Prima di arrivare al borgo troverete una strada con alcune curve in salita che man mano si aprirà verso oliveti e campi di lavanda. In particolare, ai piedi del paese, lungo un pendio si stende un grande lavandeto segnalato da un enorme alambicco.
Ci siamo.

Campo di lavanda ai piedi di Olivetta San Michele

Olivetta San Michele è nascosta dietro la cortina di case che vi si para davanti: sì, perchè siamo su un crinale alle cui spalle si apre una valletta di oliveti e frutteti che sembra voler restare nascosta al mondo.
Troverete il cuore del borgo, davanti a voi, facendo una piccola svolta a sinistra. Passando quasi radenti al portale della chiesa di Sant’Antonio da Padova arriverete nella piazza principale, piccolina e dotata di Palazzo del Municipio, fontane, distributore di acqua, parcheggi e spazio per le feste…
Qui tutto è concentrato e minuscolo, ma dotato di una “carinissima” serenità che fa venire il desiderio di fermarsi e rallentare: approfittiamone… Scendete dall’auto.
Avete ora a disposizione due belle passeggiate:

Il Bevera lungo la passeggiata da Viale degli Ulivi
  1. Più lunga. Seguite il Viale degli ulivi fino alla vecchia borgata di case di Bossarè. Percorrenza circa 30 minuti. Costeggerete una serie di morbide fasce coltivate ad olivi che paiono usciti da una fiaba ed arriverete ad un ponte moderno che sovrasta il corso del torrente Bevera ed i rarissimi terreni pianeggianti di fondovalle, strappati con fatica dall’uomo alla piana alluvionale del torrente.
    Da qui è possibile una ulteriore bella passeggiata ad anello, attraverso le fasce, che vi conduce alle case Bossarè, regno oggi di brigate di appassionati turisti olandesi e svedesi.
  2. Più breve. Seguite il pendio e scendete prendendo un pezzettino di Viale degli Ulivi. Al bivio scendete a destra per Viale delle Peonie. In breve arriverete ad una frazioncina di case che si stringono una all’altra addossandosi. Una piazzetta vi accoglie. Sentirete subito lo scrosciare dell’acqua provenire da più direzioni.
    Le case sorgono su un luogo che anticamente doveva ospitare uno o più mulini o frantoi. Dedicate qualche minuto a girovagare seguendo le tracce della storia e dell’acqua, poi proseguite lungo via del Ponte Roncone che esce dal gruppo di case seguendo il percorso del Bevera.
    Tra fasce e villette con piscina, abitate da una comunità di stranieri amanti di questi appartati paradisi, arriverete al Ponte Roncone. Anche questo ponte è realizzato in cemento e con fogge moderne e sovrasta un grande laghetto con canyon del Bevera.
    Il tracciato sale ancora in direzione Francia collegando Olivetta con Sospel, ma noi non abbiamo le gambe adeguate e ci fermiamo qui dopo una breve esplorazione del bosco che costeggia il corso del fiume, in cerca di punti dove fare il bagno.
    Questo luogo di pace ci ricorda molto i Laghetti di Rocchetta Nervina.

Lasciamo Olivetta e decidiamo di visitare un borgo un po’ meno conosciuto: Piène (Haute). Questo è il nome del paese dalla parte francese (dalla annessione del 1947), ma in realtà il borgo esiste per la Storia italiana già dal XI secolo con il nome di Penna, poi modificato in Piena con un decreto reale del 1862 da Vittorio Emanuele II. Piène ha fatto parte, come tanti dei borghi del ponente ligure, dei domini di Ventimiglia o di Monaco passando di proprietà lungo i secoli in virtù del fatto che è un punto strategico che regola i passaggi della Val Roja per la maggior parte delle direzioni.

Come raggiungere Piène
Da Olivetta san Michele si riprende la SP73 svoltando a sinistra, e seguendo la direzione Confine di Stato e Sospel. Un tornante vi separa dalla linea del confine di Stato (forse è uno dei punti di attraversamento tra due nazioni meno battuti e meno segnalati). Dopo altre curve tra la macchia mediterranea vi troverete in un luogo molto strano: un piccolo pianoro allungato su cui convergono tre strade. Si tratta del Col de Vescavo, che vi permette di scollinare verso la Francia e Sospel o di, svoltando a destra, raggiungere Piène.
La strada per il borgo è ancora lunga: 3 o 4 km di curve dolci e di fondo liscio ed ampio passeranno in un attimo… Ma il paese si disvelerà solo all’ultimo, lasciandoci a bocca aperta.
Si dice che a Piène mandassero in confino “gli scomodi” e forse troverete testimonianza di questo nelle forme del castello (in restauro) che sono militari, severe e squadrate… Esso inoltre sorge su un promontorio staccato dal resto del paese, isolato ma dominante sulle valli che gli si aprono sotto.


Fino al 1815, questo castello fu la posizione strategica più avanzata della Repubblica di Genova nella valle della Roya. Di fronte a lui sorgevano i possedimenti dei Savoia di Breil sur Roya con il castello e la torre Cruella.
Il castello di Piène, considerato inespugnabile, è la posta in gioco di numerose battaglie. I bregliesi se ne impossessano nel 1239 e lo conservano fino al 1252, poi devono restituirlo a Genova. I provenzali lo prendono nel 1335. Resiste a vari tentativi dei Savoia, poi viene abbandonato nel 1815 quando la Repubblica di Genova è ricongiunta al Regno di Sardegna.
Abbandonato per quasi un secolo, il castello si deteriora a poco a poco ed attualmente è in ricostruzione-restauro.
Piène è annunciato da una serie di boschetti di pini e macchia mediterranea, ideali per passeggiate montane e punti da pic-nic.
Vedrete davanti a voi una discesa ed una salita con case colorate e di piccole dimensioni.
Alcune di esse hanno un piccolo cortiletto rettangolare sul davanti e paiono un po’ come le case dei film spaghetti-western.


In cima alla salita si trova una chiesa dalla facciata tardo barocca ed inusuale: ampia, tozza e larga, con un campanile piccolo e sottile.
Sotto di essa come una sella, il borghetto, che vi farà ansimare con le sue salitelle.
Ci accoglie una piccola porta con finestrella in alto.
Subito dopo, a destra vedrete l’oratorio dei Bianchi ed una piazza rettangolare con lavatoi e l’edificio della Mairie. Qui giocano i bambini e ciarlano gli anziani.
A destra un viottolo vi condurrà tra portoni colorati e vasi di piante alla piazza antistante la chiesa di San Marco, la quale oltre ad avere la facciata poc’anzi descritta ha la particolarità di essere posta su due livelli. Al livello inferiore attualmente ci sono locali della parrocchia ed al livello superiore la chiesa vera e propria.


In questa piazza regnano la pace, i gattini, ed un grande albero ombreggiante con monumento alla memoria di giovani caduti italiani della Prima guerra Mondiale.
Non ci è stato possibile visitare il castello perchè attualmente è in fase di restauro, tuttavia esso è affascinante per le sue forme squadrate che denunciano la sua natura prettamente militare e di dominio strategico.
Da qui infatti, si può volgere lo sguardo sui passi montani che collegano i territori italiani e francesi della Roja oppure controllare quello che accade sul mare… che pur essendo molto distante è ben visibile.

Torneremo sicuramente per una visita più lenta ed approfondita anche per esplorare il vicino territorio di Libre o la stazione ferroviaria di Piène bassa, la quale è ben visibile percorrendo la Val Roja.

Se dopo aver letto questo post decidi di percorrere questo itinerario tra Olivetta San Michele e Piène, ritorni qui per lasciarci le tue impressioni? Ogni commento è ben gradito e ci aiuta a migliorare l’offerta di consigli e cose da vedere.

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