Le esplorazioni di Maraina e Davide
dall’Hotel Rosalia di Bordighera

le porrine

Oggi vi portiamo sulle alture alle spalle di Ospedaletti, il piccolo borgo di mare a est di Bordighera. Abbiamo scelto due itinerari semplici e veloci, sia da fare in auto che in moto che in ebike, che portano in altrettanti punti panoramici davvero unici, dominati, in entrambi i casi, da due chiese ciascuna con una storia davvero interessante. Sono due santuari dedicati alla Vergine Maria: il Santuario della Madonna delle Porrine, che domina la baia di Ospedaletti, e il Santuario della Madonna Pellegrina, alle porte di Coldirodi, in una posizione magnifica che guarda sia verso la baia di Ospedaletti che verso quella, più ampia, di Sanremo.

Come arrivare a Le Porrine:

Partendo dall’Hotel Rosalia, si seguono le indicazioni per Sanremo. Giunti a Ospedaletti, si imbocca Corso Marconi che comincia a risalire la collina, fino al bivio per Strada delle Porrine, che va percorsa fino in cima. La strada termina infatti in uno slargo/parcheggio: siamo arrivati, il santuario è qui accanto.

Come arrivare al Santuario della Madonna Pellegrina

Anche in questo caso, partendo dall’Hotel Rosalia si seguono le indicazioni per Sanremo. Ad Ospedaletti, dall’Aurelia si imbocca via Camillo Benso conte di Cavour che risale la collina diventando a un certo punto Corso Garibaldi. Da qui si seguono le indicazioni per Coldirodi, paese nell’immediato entroterra di Sanremo. Poco prima del paese, l’indicazione per il santuario ci fa svoltare a sinistra e ci fa arrivare direttamente sotto la chiesa.

In alternativa, se decidete di unire, come abbiamo fatto noi, la visita alle due chiese nel corso della stessa escursione, ridiscendendo da Strada delle Porrine, imboccate la prosecuzione di via Marconi fino al suo incrocio con Corso Garibaldi. Da qui proseguite come indicato sopra.

Santuario di N.S. delle Porrine

Si narra che nel lontano 1594 un gruppo di corsari sbarcò bella rada di Ospedaletti e catturò 70 persone. In quella occasione il Senato Genovese fece erigere una torre di difesa che in seguito divenne il Santuario di N.S. delle Porrine“: questo testo è dipinto su un bel murales che affaccia sul terrazzo/parcheggio in cima alla Strada delle Porrine. Il murales è un affresco bellissimo di Ospedaletti e del suo entroterra, delle sue fasce coltivate a fiori da contadine col foulard in testa, mentre al mare ci sono ombrelloni in spiaggia e palme che ritmano il lungomare del borgo marinaro. Nell’entroterra invece le grandi cisterne per l’acqua, in cemento, riserve d’acqua fondamentali in una terra come la Liguria in cui in estate non piove mai, puntellano il territorio, mentre finalmente giungiamo al piccolo insediamento de Le Porrine.

Ma dunque, qual è la sua storia?

Ciò che racconta il murales è vero, o quantomeno, è tradizione: nel 1594 sul serio i pirati razziarono il borgo marinaro di Ospedaletti facendo 70 prigionieri. Così la Repubblica di Genova si vide costretta a far costruire, in posizione rilevata, una torre di avvistamento che fosse più efficace delle varie torrette poste lungo la costa. In effetti da quassù lo sguardo si spinge verso una linea d’orizzonte davvero lontana, e se si avvicina una nave – o una flotta – non attesa si ha tutto il tempo di avvisare il borgo marinaro del pericolo.

Sorge così la torre di avvistamento. Ma la fiducia negli occhi delle guardie evidentemente non basta, perché la comunità decide che, nel dubbio, è bene affidarsi alla Madonna. Sorge così una cappella già intorno al 1550, per volontà del Cavaliere di Malta originario di Coldirodi Tommaso Rossi che però è meta di sempre più numerosi pellegrini. La cappella non basta più, e probabilmente, nel frattempo, neanche la torre serve più: una chiesa, ben più grande della cappella iniziale, viene costruita tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Le forme attuali, con l’attuale orientamento però, le assume dopo la caduta di Napoleone, quando viene ampliata notevolmente. Sarà consacrata definitivamente, però, solo nel 1858. Della chiesa settecentesca, rimane traccia in una porta di legno che si apre sotto l’arco che passa oggi a lato della chiesa. Sopra la porta campeggia un piccolo affresco, opera del pittore Francesco Carrega, raffigurante la Madonna col bambino e un frate – San Francesco? – che lo adora.

La chiesa attuale è dunque posteriore al 1817. Ma l’aspetto è quello delle tipiche chiese liguri barocche, tarde, ma comunque barocche. L’altare maggiore posto contro l’abside fa bella mostra di marmi variopinti che dialogano col bianco candido della statua della Vergine che tiene il Bambino in braccio. La cupola centrale, decorata in stucchi dipinti, vede la Madonna, raccolta in preghiera, che viene evidentemente assunta in cielo al cospetto di Padre, Figlio e Spirito Santo che le pongono una corona sul capo. Sugli angoli i 4 evangelisti, rigorosamente in stucco a rilievo bianchissimo.

La facciata della chiesa, per quanto effettivamente abbastanza ordinata, ha tutti i caratteri delle chiese tardobarocche di quest’angolo di Liguria. Sopra il portale, che effettivamente è neoclassico, inquadrato da colonne marmoree coronate da capitelli ionici, vi è una rappresentazione della vergine col bambino in stucco bianco. La chiesa non ha un campanile, ma due torrette campanarie sui due angoli della facciata.

La cosa interessante di questa chiesa è la torre che le sorge accanto, adiacente. Un arco aperto in essa consente alle persone di uscire dal piccolissimo agglomerato di case per andare verso la campagna fatta di fasce, oliveti e frutteti che rimane nascosta alla vista dei più e che solo lontanamente si può intuire percorrendo l’autostrada. Sì, perché l’autostrada, l’A10, scorre immediatamente alle sue spalle.

Questa torre è probabilmente ciò che resta di quella primitiva torre di avvistamento in funzione antisaracena. Non abbiamo dubbi che la vista da qui sia eccellente. Ed è straniante pensare che ciò che oggi contempliamo noi, cioè la bellezza di un panorama che spazia fino all’orizzonte, fino a ben oltre il confine francese nelle giornate terse, un tempo era guardato con preoccupazione, con la speranza che non apparisse nessuna nave. Ci chiediamo se, talvolta, le guardie poste a controllo di questo mare, di questo panorama, non rimanessero incantate davanti al tramonto, o all’alba, o semplicemente all’immensità che lo sguardo da quassù può abbracciare.

Ci trasferiamo ora al Santuario della Madonna Pellegrina, a Coldirodi.

Santuario della Madonna Pellegrina

Cambia il panorama, ma neanche più di tanto. Certo, se Le Porrine è una vera terrazza affacciata sul mare, qui la vista è a 360° e spazia dal mare – sempre la baia di Ospedaletti e a Ponente fino alla costa francese – all’entroterra alle spalle, a Coldirodi e fino alla valle di Sanremo.

Coldirodi vista dal Santuario della Madonna Pellegrina

La titolazione del santuario è piuttosto recente, nonostante la chiesa sia stata eretta nel XVII secolo. Fu costruita, infatti, come chiesa di San Bernardo: posta fuori dal paese, lungo l’antica via di risalita dalla costa verso Coldirodi, concepita come chiesa-asilo, con un portico esterno – oggi chiuso da una cancellata – che accoglieva i viaggiatori che si attardavano lungo il cammino e che non facevano in tempo a raggiungere, a sera, il paese. In Liguria (e non solo) molte chiese dedicate a San Bernardo svolgono questa funzione. E moltissime chiese, poste fuori dagli abitati lungo antiche viabilità, sono dotate di un piccolo portico antistante, proprio per accogliere il riposo dei pellegrini. Così anche questa chiesa, alle porte di Coldirodi, che però dista ancora 1 km da qui.

Ma come si passa da San Bernardo alla Madonna Pellegrina?

L’occasione è una peregrinatio Mariae, cioè una serie di pellegrinaggi di immagini della Madonna che nel secondo Dopoguerra, tra il 1948 e il 1949 interessarono più o meno tutta l’Italia: la statua della Madonna Pellegrina oggi posta nella nostra chiesa alle porte di Coldirodi andò in pellegrinaggio per tutta la diocesi di Ventimiglia-Sanremo come voto collettivo per essere sopravvissuti alla II Guerra Mondiale. Al termine del lungo pellegrinaggio, che fu davvero molto sentito, la comunità di Coldirodi, che è una frazione di Sanremo, chiese al vescovo di poter lasciare la statua della Madonna nella chiesa di San Bernardo, e di rinominarla in Santuario della Madonna Pellegrina. E il vescovo accolse la richiesta.

Il motivo della richiesta della comunità di Coldirodi era dovuta certo all’emozione nata dal pellegrinaggio della statua della Madonna, ma anche per un altro motivo, sempre devozionale, ma più prosaico: avere nuovamente un santuario mariano nel proprio territorio.

Torniamo un momento al santuario di N.S. delle Porrine: inizialmente esso, così come Ospedaletti, era frazione di Coldirodi, che era invece Comune. Così, di fatto, Le Porrine ricadevano nel territorio comunale di Coldirodi. Tuttavia nel 1924 Ospedaletti divenne comune e Coldirodi sua frazione. Coldirodi non accettò il nuovo assetto: se doveva essere ridotta a frazione, allora meglio unirsi a Sanremo! E così fece, ma perse definitivamente il santuario delle Porrine. Ecco così che l’occasione della Peregrinatio Mariae alla fine della II Guerra Mondiale fu propizia per ottenere un proprio santuario. Ed ecco allora la dedicazione alla Madonna Pellegrina, con buona pace di San Bernardo (che di chiese a lui intitolate nel Ponente ne ha davvero tante, comunque…).

Il Santuario della Madonna Pellegrina attualmente è aperto solo il sabato dalle ore 9 alle 16. All’interno, oltre alla statua della Madonna, è posto un altare recuperato al momento della dedicazione a santuario, ma proveniente da qualche ignota chiesa della Lombardia. Il santuario sorge sulla cima di una piccola altura, è circondato da alberi, un piccolo parco giochi per bambini guarda verso il mare. Un luogo davvero di pace, dove godersi una pausa relax lontano dal traffico della costa, ma potendo proprio contemplarla, quella costa.

Se dopo aver letto questo post decidi di visitare i santuari di N.S. delle Porrine e della Madonna Pellegrina ritorni qui per lasciarci le tue impressioni? Ogni commento è ben gradito e ci aiuta a migliorare l’offerta di consigli e cose da vedere.

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