La gita che vi proponiamo risale la Val Verbone, alle spalle della città di Vallecrosia, oltre ai carinissimi borghi antichi di Vallecrosia Alta, San Biagio della Cima e Soldano, di cui abbiamo parlato qui, per raggiungere uno dei paesi più importanti del nostro entroterra.
Perinaldo è un borgo antichissimo di circa settecento abitanti adagiato su un dolce crinale a 572 metri sul livello del mare. Verso il mare, il borgo domina direttamente la Val Verbone; verso monte si affaccia su una vastissima conca verde che unisce Isolabona, Apricale, Bajardo e risale al Passo della Ghimbegna fino ai monti Ceppo e Bignone.
La piccola viabilità di alta quota fatta di sentieri, strade bianche e qualche piccola stradina percorribile in auto, passa tutta da Perinaldo, collegando parecchie vallate e permettendo (in antico era utilissima) percorsi alternativi che evitano di scendere sulla costa e risalire le valli. Percorsi affascinanti, che toccano gruppi di case o minuscole frazioni sconosciute, immersi nelle campagne, tra pini e castagni, dove l’aria è incontaminata e si possono incontrare piccoli animali selvatici. Una rete fatta di vita, antica, e tutta da riscoprire.
Noi certamente vi portiamo a Perinaldo per la via più comoda.
Come raggiungere Perinaldo.
Partendo dall’Hotel Rosalia di Bordighera, si svolta a sinistra e si procede lungo la Via Aurelia SS1 fino al centro di Vallecrosia. Al semaforo si gira a destra seguendo le indicazioni e la SP59. Questa strada risale la Val Verbone e superati Vallecrosia Alta, San Biagio della Cima e Soldano, prende quota tra meravigliose fasce coltivate ad ulivo. Farete alcuni tornanti molto panoramici immersi nell’argenteo risplendere delle foglie degli ulivi. Guardando a valle, vedrete il mare farsi sempre più lontano… e di un profondo blu.
A circa 1 km dal paese troverete un piccolo bivio.
Prima di procedere a destra (SP62) avrete la possibilità di esplorare dall’esterno il Santuario di Nostra Signora della Visitazione, un massiccio edificio del XVII secolo con facciate laterali in pietra a vista ed un fronte molto semplice.
All’interno della chiesa una grande meridiana a camera oscura è stata realizzata nel 2007 ed è una della più grandi realizzate dalla fine del XIX secolo. La si intravede dalle finestrelle laterali poste in facciata.
Il santuario è edificato su un placido poggio cosparso di ulivi detto “de lo rei” dove secondo la tradizione chi confessava al parroco i propri peccati o misfatti, veniva mandato ad espiare le proprie colpe, rimanendo in ginocchio dal tramonto fino al mattino seguente su un mucchietto di granoturco sparso davanti alla porta.
Dal bivio di cui sopra scegliete la SP62, a destra, ed in tre minuti ed un tornante sarete all’ingresso di Perinaldo. Alcuni edifici e hotels ci fanno subito pensare a quanto sia cambiata negli anni la vita e la vitalità dei paesi dell’entroterra e quanto sia mutata la natura del turismo. Vi accoglieranno un piccolo belvedere ed una statua dedicata a Gian Domenico Cassini che qui nacque nel 1625 e che il paese da sempre, orgogliosamente, onora.

Ma chi è Gian Domenico Cassini ?
Cassini fu un importante matematico, astronomo, ingegnere, medico e biologo italiano naturalizzato francese, nato a Perinaldo nel 1625.
La sua carriera fu costellata di successi e ricerche che lo resero ben presto uno degli studiosi più autorevoli e richiesti.

Il primo successo arrivò con l’insegnamento di astronomia all’università di Bologna nel 1649. Durante la sua vita, oltre all’astronomia, ebbe modo di cimentarsi in molteplici campi del sapere: progettò fortificazioni, si interessò della gestione delle piene del fiume Po, studiò botanica e medicina (partecipando alle prime trasfusioni), e matematica.
In campo astronomico per le sue ricerche divenne molto famoso tra i più influenti astronomi d’Europa. Spostatosi a Parigi, alla corte del Re Sole, a metà del Seicento ottenne la cittadinanza francese, e in Francia rimase per la maggior parte della vita.
Delle sue ricerche ne citiamo alcune imprescindibili: Cassini studiò le eclissi solari, dimostrò che la diminuzione della velocità della rotazione solare non è apparente ma reale (confermando per primo la seconda legge di Keplero); fu tra i primi a suggerire per le comete un’orbita fortemente ellittica (ritenendole quindi astri “ricorrenti”); misurò la rotazione di Marte e quella di Giove, scoprendo su quest’ultimo il gigantesco uragano che insiste nella sua atmosfera; scoprì quattro satelliti di Saturno e la divisione dei suoi anelli intesi come miriade di particelle e non come un corpo unico; fece una dettagliata mappa della Luna che gli permise poi di studiare le variazioni dell’orbita del nostro satellite e poi ad elaborare quella che è considerata la prima teoria moderna dei moti lunari.
Nel 2009 gli è stato intitolato il meridiano con longitudine 7°40’ Est.
Dal curriculum di Gian Domenico Cassini diremmo che è più che comprensibile l’orgoglio che il suo paese natale ostenta nell’onorarlo. A lui infatti Perinaldo ha dedicato l’osservatorio e la gran parte della propria identità turistica.
La storia del borgo prima del XVII secolo non è molto diversa da quella dei borghi limitrofi: Perinaldo tra il XIII e il XVIII passa alternativamente sotto al dominio genovese e sabaudo. Nel 1793 qui soggiornarono Napoleone e Massena e dopo poco Perinaldo fu annesso all’impero francese, con il distretto di Sanremo, fino al Congresso di Vienna che ne sancì il rientro nello Stato Sabaudo… e poi nel Regno d’Italia.
Dove parcheggiare a Perinaldo:
Vi consigliamo di parcheggiare lungo le vie di accesso al borgo. Ci sono parcheggi tutto intorno alla piazzetta panoramica con la statua dedicata a Cassini ed anche lungo tutto il lato sud del paese.
La morfologia di Perinaldo si è modificata nel tempo a partire da un nucleo antichissimo tutto raccolto, come rattrappito per il freddo, su un piccolo cucuzzolo. Oggi il paese appare dall’alto come una lingua di case serpeggiante e sinuosa: un serpente con la testa rivolta a ponente ed una sottile coda che si perde in direzione di Sanremo.
Anche a Perinaldo troverete alti palazzi, con all’interno scale ripidissime, addossati gli uni agli altri. Vi accoglieranno dei piccoli giardini sovrastati da un muraglione alto di case in pietra.
Troverete alcune indicazioni che vi inviteranno a salire per un “Viaggio con il Sole sul Parallelo di Perinaldo” ed una scalinata, ampia e comoda, che in pochi metri vi permetterà di entrare nel cuore del borgo. Vi consigliamo vivamente di seguire queste indicazioni perchè si tratta di un percorso molto gradevole. Lungo la scalinata potrete vedere su alcuni pannelli le informazioni di tutte le città che si trovano sul Parallelo di Perinaldo… in un attimo avrete percorso la salita, senza accorgervene.




Arriverete ad una delle vecchie porte del borgo e da lì a vostra discrezione potrete sceligere se iniziare la visita dalla propaggine di sinistra o da quella di destra.
Noi abbiamo percorso i caruggi di sinistra, che fanno parte del nucleo più antico del paese. Incontrerete tutta una serie divertentissima ed interessante di ritratti della famiglia Cassini, sistemati lungo muri, nicchie e punti strategici.
Si tratta della Via Affrescata: un percorso che narra le vite dei protagonisti della storia del Paese (con albero genealogico di Cassini ed alcuni episodi della sua vita), una vista storica di Nizza che si incrocia con la famiglia dei Maraldi (cartografi ufficiali dei Savoia) possessori del “Castello” che si trova a metà del borgo, ed una rappresentazione semplificata della Porta Alchemica (che richiama il fondamentale legame magico esistente tra i Pianeti e la Materia).









I dipinti poi lasceranno spazio a passaggi, scalinate, curiosi angolini con porte di case ben curate… Una di queste scalinate vi guiderà in uno dei punti più alti del paese dove si apre una terrazza panoramica orientata a nord. Da qui si può ammirare la catena delle Alpi marittime che incorona queste valli liguri e, più vicine, le montagne che circondano le nostre immediate vicinanze ed i borghi di Apricale, e Bajardo. Una vista splendida, tra boschi, borghi e casupole quasi irraggiungibili perse nel verde.









In un attimo si arriva a Piazza Castello (il punto più alto del paese, naturalmente) che rimanda alla antica natura fortificata del borgo, e dove si vede il Palazzo del Baylo (che altro non è che il medievale balivo = podestà). In questa piazza nel 1602 la storiografia (abbastanza dubbia) riporta la condanna a rogo di una donna, Peirenetta Pizia (il nome è già indicativo di scarsa storicità del fatto). Si dice che questo fu l’unico rogo effettuato dall’Inquisizione nella Liguria di Ponente e che il processo fu effettuato in seguito alla pressione di pesanti accuse mosse dalle compaesane di Peirenetta, gelose in realtà del fatto che ella, un po’ come la Bocca di Rosa di De Andrè, si intrattenesse sessualmente con gli uomini del paese.
Il richiamo alle streghe non può non riportarci alla mente le vicende del meraviglioso e famosissimo borgo di Triora, non distantissima da Perinaldo, di cui abbiamo parlato qui.
Da Piazza Castello si scende in un attimo alla Piazza vecchia su cui, oltre al carinissimo palazzo del Municipio, si affaccia la Chiesa Parrocchiale di San Nicola di Bari. Questo edificio religioso sorge su uno preesistente di origine medievale (XI secolo) indagato negli anni Sessanta da Nino Lamboglia (padre dell’Archeologia ligure), di cui restano alcune tracce sotto al piano pavimentale.
La chiesa oggi ha un impianto quattrocentesco poi rimaneggiato con elementi barocchi nel 1660 e conserva una tela preziosa di Bartolomeo Gennari, donata da Gian Domenico Cassini nel 1672.
La facciata esterna, bianca e semplice, con campanile indipendente ed ingressi preceduti da una corta gradinata, si apre panoramicamente sulla piazza e su una vista impressionante, che spazia fino alla costa. Il colpo d’occhio è meraviglioso e rende facilissimo realizzare belle fotografie.










Guardando il mare, alla vostra sinistra troverete due strade. Se scegliete quella più vicina al Municipio, in pochi metri vi imbatterete nell’Oratorio di San Benedetto, sede della confraternita omonima, che purtroppo ci nasconde, visto che è chiuso, i suoi piccoli tesori. Dalle finestrelle laterali intuiamo che è molto colorato e ricco di decorazioni dorate. Peccato non averlo trovato aperto.
Proseguite. Passato un archivolto gradonato vi ricongiungerete con la via che dalla Piazza vecchia non avete scelto. Siamo sulla direttrice principale del paese, che congiunge la parte più antica con quella più estrema e nuova, sorta nei dintorni dell’attuale osservatorio. La via è un dolce saliscendi, alla cui metà si trova un crocicchio con due fontanili antichissimi decorati da teste di leone consumatissime. Lungo il percorso potrete vedere tantissime fotografie storiche che tratteggiano in maniera interessante la vita del paese dalla fine del XIX secolo fino ai primi decenni del Novecento. Visi, abbigliamento, usanze e vite che paiono, oggi, lontanissimi.
Percorrendo ancora questa arteria, che si chiama Via Maraldi, incontrerete un edificio dalle pareti intonacate di rosa e con le finestre incorniciate in bianco. Una targa segnala che si tratta del “castello” Maraldi, una antica dimora signorile appartenuta alla omonima famiglia, che fu la casa natale di Gian Domenico Cassini. Qui Napoleone Bonaparte e Andrea Massena soggiornarono per qualche tempo nel 1796. E’ possibile visitare l’interno di Castel Maraldi tramite visita guidata.





Tra angolini, piazzette e portoncini delizioni si giunge al pianoro rialzato dove sorge la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, fondata nel XVII secolo. La chiesa ha una facciata a capanna molto semplice, divisa in due ordini e intonacata in rosa e arancio. In trompe l’oeil è decorata con elementi architettonici e nicchie con santi.
L’interno è molto semplice e dimesso e presenta alcune lapidi sepolcrali a pavimento, che appartengono alla Famiglia Maraldi-Cassini, da sempre legata a questo luogo, alla sua costruzione ed ai suoi restauri.
Nel giorno del 13 Giugno una processione porta la statua di Sant’Antonio a fare visita a quella di San Nicola, dall’altra parte del paese. Di rimando il 6 Dicembre San Nicola si muove ad omaggiare Sant’Antonio, in un simpatico scambio di cortesie.



In adiacenza si trovano il convento dei frati francescani e l’Osservatorio astronomico di Perinaldo, dedicato a Cassini, preceduto da un terrazzo panoramico.
I cieli dell’entroterra del ponente ligure sono da sempre punto di interesse per l’uomo: nella Valle delle Meraviglie, nell’Alta Val Roja, nella Valle Argentina e su moltissime alture sono presenti infiniti menhirs e testimonianze antichissime di venerazione degli astri e del cielo.
L’Osservatorio Astronomico Comunale G. D. Cassini è uno tra i più rilevanti poli di divulgazione astronomica italiani. E’ dotato di due imponenti cupole, un planetario, e attrezzature equipaggiate con realtà virtuale. Il complesso è completato dal Museo Cassini.
Durante tutto l’arco dell’anno l’osservatorio è aperto alla visita di tutti gli appassionati esploratori dei cieli e si prodiga per coinvolgere in maniera variegata il pubblico: con modellini, proiezioni di mappe stellari, conferenze, osservazioni notturne e diurne, fino alla realtà virtuale.
A fare coppia con l’Osservatorio di Perinaldo è quello di Nizza sul monte Grosso, che fu finanziato dal banchiere Bishoffsheim che risiedeva a Bordighera, il quale non riuscendo ad accordarsi con il comune di Bordighera per realizzare un osservatorio sul Monte Nero, decise di costruirlo nella città francese.
Perinaldo è rinomato anche per una gourmandise gastronomica: il famoso carciofo di Perinaldo (presidio Slow Food), che oltre all’olio d’oliva locale è celebratissimo e ricercato. Ogni anno a Maggio il Comune organizza una rassegna che omaggia questi prodotti prelibati.
Oggi abbiamo avuto il piacere di visitare un borgo magnifico che seppur contraddistinto dai comuni caratteri tipici dell’Estremo Ponente, possiede una propria fortissima identità che lo rende unico.
Dateci retta: Perinaldo è una gemma che non dovete mancare di visitare.

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