Con questo post ci lasciamo alle spalle il centro abitato di Bordighera per risalire la stretta valle del Rio Borghetto.
Per fare questa passeggiata Flash avete quattro opzioni: a piedi, in bicicletta, in bus o in automobile.
In ogni caso si tratta di partire dall’Hotel Rosalia, svoltando a sinistra su Via Vittorio Emanuele, fino alla prima rotatoria dei Piani di Borghetto e poi svoltare a destra imboccando Via Pasteur, che seguirete fino alla località Due Strade.
Da qui potete scegliere: se siete a piedi o in bici potete percorrere la strada dritta che costeggia il Rio Borghetto fino a che dopo una curva a sinistra non vi porterà direttamente all’accesso inferiore del borgo.
Se invece siete in auto o in bus, il percorso passerà dall’alto e vi condurrà fino al primo piccolo parcheggio di Piazza Oberdan.
Percorrendo via Pasteur costeggiando il corso del rio Borghetto, vedrete un territorio antropizzato, molto diverso da quello che abbiamo incontrato lungo il Sentiero del Beodo (nella valle immediatamente a Levante) che risale la valle del rio Sasso: in quel caso l’impronta naturalistica è ancora molto evidente e preponderante, mentre lungo il rio Borghetto il centro abitato moderno si è sviluppato, andando a costringerne gli argini entro un alveo preciso e punteggiando i fianchi delle colline di attività produttive, case sparse, terrazzamenti e piccoli nuclei di case. Tuttavia la natura del Rio Borghetto è ancora molto presente: testimoni ne sono i germani reali che lungo le sue rive hanno nidificato e che possiamo sorprendere a nuotare placidamente oppure a dormire, con la testa sotto l’ala, i cigni che vivono dove l’acqua forma alcune piccole pozze fresche e i terrazzamenti abbandonati, invasi dalle palme cresciute senza la cura dell’uomo e larghe fasce di verde incolto.

Man mano che si risale il rio Borghetto lungo via Pasteur, al centro abitato si sostituiscono ville sparse con orti e giardini, da una parte e dall’altra del corso d’acqua. Alcune di queste tenute sono anche piuttosto datate ed evidentemente di pregio: segnaliamo a tal proposito la piccola chiesa dei primi del Novecento intitolata alla Madonna dei Fiori, che sorge accanto a una più antica grande casa che sembra fortificata e sulla quale ci piacerebbe sapere qualcosa di più… e che certamente indagheremo
Borghetto San Nicolò è un piccolo paesino di mezza costa che domina dall’alto la valle omonima. Le sue dimensioni e la sua minore notorietà rispetto ad altri borghi vicini, come ad esempio Vallebona o Seborga, non devono trarre in inganno, perché in realtà pare vantare origini piuttosto antiche e, soprattutto, è importante perché proprio qui, nel 1470, si riunirono le famiglie che di lì a poco avrebbero fondato, più vicino al mare, Bordighera.

Non solo, ma insieme ad altri paesi del territorio, Borghetto nel 1686 si ribellò a Ventimiglia, dalla quale dipendeva; da questo evento Borghetto fondò insieme a Bordighera, Sasso, Vallebona, Camporosso, Vallecrosia, San Biagio e Soldano, la “Magnifica comunità degli Otto Luoghi“, che per circa un secolo fu una comunità indipendente all’interno della Repubblica di Genova.
Per quanto riguarda la Storia recente del borgo, proviamo a sfidarvi in un giochino di intuito e interpretazione. Appena arrivati nella piazza dell’Oratorio della Annunziata, vedrete sui muri di entrambe i lati delle case che cingono la piazza alcune tracce dipinte di insegne, slogan politici, e motti… Sparsi per tutto il paese ve ne sono diversi, a testimoniare come il tempo scorra lentissimo in questi piccoli borghi, anche se essi sono molto vicini alle cittadine costiere come Bordighera. Provate con noi a ricostruire e leggere questi messaggi che provengono dal secolo scorso.






Anticamente il paese doveva essere cinto di mura, che emergono di tanto in tanto sul fronte orientale del borgo, quello affacciato sulla valle. Borgo di case in pietra, con carruggi stretti e ombrosi, spesso voltati e pavimentati in risseu, il classico pavimento in ciottoli levigati di fiume posti di taglio; il grigio delle murature è vivacizzato di tanto in tanto da qualche porta dipinta da artisti locali: un modo per valorizzare questo (come anche altri) borgo del Ponente Ligure che contribuisce a rendere piacevole la passeggiata.

La nostra passeggiata flash volge al termine, ma se siete arrivati fin qui in macchina (o in bicicletta) potete decidere di risalire ulteriormente la valle giungendo in pochi minuti a Vallebona, di cui parleremo specificatamente in un altro post.
Se dopo aver letto questo post decidi di fare questa passeggiata flash, ritorni qui per lasciarci le tue impressioni? Ogni commento è ben gradito e ci aiuta a migliorare l’offerta di consigli e cose da vedere.


