Le esplorazioni di Maraina e Davide
dall’Hotel Rosalia di Bordighera

Oggi vi consigliamo una gita che vi permetterà di unire cultura e natura grazie ad una bella passeggiata a piedi: l’Area archeologica e l’Antiquarium di Nervia e l’Oasi Naturalistica del Nervia .

Il torrente Nervia divide i comuni di Camporosso Mare e Ventimiglia e nella sua profonda valle trovano posto, tra gli altri, i comuni di Camporosso, Dolceacqua, Isolabona e Pigna.

Vi consigliamo di raggiungere la foce del Nervia, punto di arrivo e di partenza del nostro percorso, con una rilassante passeggiata lungomare di poco più di 2 km. Dall’hotel Rosalia, è sufficiente senza alcuna deviazione, percorrere la passeggiata a mare che unisce Bordighera a Vallecrosia e quindi a Camporosso: vi basta dirigervi in direzione ponente.

Un grande tronco d’albero adagato sulla spiaggia alla foce del Nervia

All’incontro con la foce del torrente, la passeggiata a mare di Camporosso (Via G. Marconi), vi presenterà una grande spiaggia libera su cui è adagiato, trasportato chissà quando dalle onde del mare, un enorme tronco bianco che pare puntare al cielo.
La placida foce del fiume è interdetta agli esseri umani ma troverete una installazione a gradoni che vi permetterà di godere del sole, della vista rilassante del panorama, di scattare qualche foto e, perchè no, di riposarvi anche un pochino.

E’ questa l’importante zona di habitat, ripopolamento e nidificazione di più di 200 specie di uccelli selvatici: dagli aironi alle anatre selvatiche, ad altri uccelli migratori come la Schiribilla e il Voltolino.
L’oasi, che ha una superficie di 60.000 mq, nonostante la sua piccola estensione è “la casa” di quasi 160 specie botaniche, per la maggior parte alberi di alto fusto. Sono inoltre presenti vaste aree di canneti utili soprattutto ai volatili come habitat naturale o per l’autodepurazione della zona faunistica.

La foce del Nervia e i suoi abitanti vista dal ponte.

I volatili sono stati censiti e catalogati in 140 specie: tra di essi si possono individuare lo svasso, il tuffetto, l’airone, anatre, limicoli, gabbiani, rallidi, passeriformi e altre specie. Tra i mammiferi si segnalano la volpe, il riccio, il toporagno, il mustiolo, l’arvicola e tra i rettili l’orbettino italiano, il ramarro, il colubro lacertino, la natrice viperina e la lucertola ocellata.

A collegare le due sponde del torrente troverete, poco più a monte, un bel ponte progettato dallo studio di architettura LDA di Genova. Il ponte in acciaio corten e legno è dotato di una serie di feritoie che permettono l’osservazione non invasiva della privacy degli uccelli e forniscono punti di vista selezionati.

Oasi del Nervia, vista verso l’interno
Il ponte sul Nervia, in un render dello studio LDA di Genova. (Ph. LDA Genova)

L’Oasi del Nervia è inoltre una meta piacevole per chi pratica il running o gli esercizi di fitness a corpo libero. Sulla sponda ventimigliese, troverete infatti l’area Ex Campasso. Una volta sede di importanti officine di rimessaggio e scalo ferroviario, oggi l’area è restituita alla cittadinanza attrezzata con zone di sosta, un tracciato della pista cliclabile Pelagos (che vi permette di risalire il Nervia fino a Dolceacqua) e attrezzature da palestra all’aperto.

Se vi sporgerete dal muraglione nei pressi della torretta dell’acqua posizionata sull’angolo nord/est dell’area, potrete ammirare una bellissima limonaia privata… Se sarete fortunati potrete vedere anche un suo fiero abitante: Giancarlo il fagiano.

A questo punto: volete visitare l’Area Archeologica di Nervia?
Proseguite seguendo la ciclabile in direzione nord fino a raggiungere via E. Basso, la quale in confluenza con la via Aurelia vi porterà all’ingresso dell’area stessa. Gli orari di visita sono disponibili sul sito web ufficiale.

In età romana alla foce del Nervia sorgeva la città di Albintimilium. La sua scoperta risale alla seconda metà dell’Ottocento, grazie alle indagini condotte da Girolamo Rossi, storico della Liguria occidentale, che portarono alla luce una necropoli lungo il tracciato della ferrovia, il teatro e un impianto termale.

Materiali ceramici provenienti dalla necropoli di Albintimilium esposti all’Antiquarium di Nervia

Dall’epoca di Girolamo Rossi gli scavi archeologici nell’area sono proseguiti e proseguono ancora, ma i monumenti che ricadono nell’Area archeologica di Nervia sono l’impianto termale e il teatro; a raccontare per bene la storia della città romana è l’annesso Antiquarium, dal quale inizia la visita.

L’Antiquarium è un ambiente non molto grande, nel quale sono esposti alcuni significativi reperti provenienti da Albintimilium. Tra essi segnaliamo un coltellino multiuso, una sorta di coltellino svizzero in argento che però ha la bellezza di 1800 anni, un sarcofago in piombo appartenuto a una signora che morì nel III secolo d.C., e poi lucerne, monete, vasellame in ceramica, gioielli, appartenuti agli antichi abitanti di questa città che sorgeva lungo la via Julia Augusta, ultimo centro urbano dell’Italia, prima di entrare nella provincia della Gallia. Già allora Albintimilium era, a suo modo, una terra di confine.

Coltellino multiuso in argento da Albintimilium. Crediti fotografici: nervia.cultura.gov.it

La visita prosegue al di fuori dell’Antiquarium, e attraversa un impianto termale di II secolo d.C. del quale si riconoscono gli ambienti per il bagno caldo, caratterizzati dalla presenza di suspensurae, cioè di piccoli pilastrini in mattoni posti sotto il pavimento della vasca, i quali creavano un’intercapedine che permetteva la circolazione dell’aria calda e quindi il riscaldamento dell’acqua nella vasca.

Si attraversa un tunnel che passa al di sotto dell’attuale tracciato della via Aurelia: in esso è raccontato il ritrovamento del sarcofago in piombo e un videomapping anima la signora che fu rinvenuta sepolta al suo interno. Le ricerche sul sarcofago e sulla sua proprietaria sono state condotte ancora recentemente e hanno dato esiti molto interessanti su questa particolare sepoltura, unica finora a Ventimiglia.

Suspensurae per il passaggio dell’aria calda nei vani riscaldati delle terme di Albintimilium

Il tunnel ci conduce direttamente nel teatro romano. Molto ben conservato e restaurato in anni recenti, il teatro ancora oggi è usato per spettacoli nella stagione estiva. Risale al III secolo d.C. ed è costruito in adiacenza alle mura settentrionali della città romana. Per godere di una bella vista dall’alto del teatro, comunque, l’ideale è vederlo dal marciapiede della via Aurelia, al termine della visita.

Il teatro di Albintimilium

Altre porzioni della città romana di Albintimilium sono state scavate e/o sono in corso di scavo a nord lungo il tracciato della ferrovia (dove sono venuti alla luce un sepolcreto altomedievale e la porta nelle mura settentrionali) e nella cosiddetta Area del Gas, ben individuabile per la presenza di un gazometro lungo via E. Basso, indagata dal padre dell’archeologia ligure Nino Lamboglia negli anni ’60, che ha portato alla luce un quartiere residenziale. Infine, quasi alla confluenza tra via E. Basso e l’Aurelia, sotto l’ex ospedale, non fatevi scappare il mosaico di Arione, figurato a tessere bianche e nere con motivi marini e mitologici.

Il mosaico a soggetto marino ancora visibile sotto l’ex ospedale

Altre testimonianze della città romana di Ventimiglia, provenienti dai primi scavi di fine Ottocento, sono esposti al MAR – Museo Archeologico Rossi ospitato nel Forte dell’Annunziata, all’estremità ovest della città di Ventimiglia: ne parleremo prossimamente.

Se dopo aver letto questo post decidi di visitare l’Oasi naturalistica di Nervia e l’area archeologica della città romana di Albintimilium, ritorni qui per lasciarci le tue impressioni? Ogni commento è ben gradito e ci aiuta a migliorare l’offerta di consigli e cose da vedere.


5 risposte a “Nervia: natura e cultura alle porte di Ventimiglia”

  1. Avatar Alla porta occidentale d’Italia: visitare Ventimiglia Alta (e non solo) – Maraina in viaggio

    […] Se vuoi approfondire il quartiere di Nervia, con la città romana e l’Oasi naturalistica alla foce del torrente, le…. […]

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  2. […] dei Romani che, con la fondazione di Albintimilium (Ventimiglia, oggi visibile nell’Area archeologica di Nervia) e l’apertura della via Iulia Augusta lungo la costa, estesero il loro controllo anche […]

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  3. Avatar Liguria antica: da Ponente a Levante itinerario nei luoghi dell’Archeologia ligure – Maraina in viaggio

    […] Per approfondire: Nervia: natura e cultura alle porte di Ventimiglia […]

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  4. Avatar Scoprire Bordighera, la più amata dagli Inglesi di fine ‘800 – Maraina in viaggio

    […] romana di Albintimilium (oggi ne racconta la storia l’Area archeologica e antiquarium di Nervia) e il passaggio della via Julia Augusta che attraversava la Liguria romana fino a giungere a La […]

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  5. […] troverete riposizionato un breve tratto della Via Iulia Augusta proveniente dalla città romana di Albintimilium (recuperato da quel contesto nel 1929 e qui musealizzato) ed alcuni pannelli esplicativi dedicati al […]

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