Le esplorazioni di Maraina e Davide
dall’Hotel Rosalia di Bordighera

rocca di montecarlo-fontvieille

Montecarlo è sinonimo di lusso, di Casinò, di belle auto, di yacht grandi come transatlantici e di bella vita: una meta esclusiva, un sogno per molti, certo non adatta a tutte le tasche.

Noi però vi proponiamo una Montecarlo diversa, a misura d’uomo, che si erge ben al di sopra del porto turistico e anzi lo domina: è la Rocca di Montecarlo, il nucleo storico e antico del Principato di Monaco. E già la differenza si coglie all’ingresso: lasciate l’auto al porto, alla Rocca si sale a piedi.

La salita verso la Rocca

Per raggiungere Montecarlo da Bordighera si prende l’autostrada in direzione della Francia, si oltrepassa il confine a Ventimiglia e si imbocca l’uscita 58 lungo l’A8, l’Autoroute francese; in alternativa si può decidere di viaggiare lungo la via litoranea, andando in direzione del confine via Aurelia fino a Ponte San Ludovico, attraversare quindi Mentone e superare Roquebrune Cap-Martin, infine raggiungere Montecarlo.

Per salire alla Rocca consigliamo di parcheggiare nel parcheggio sotterraneo Louis Chiron davanti al porto. Da qui, una passeggiata, Quai Albert I, costeggia il porto: nel periodo natalizio accoglie variopinti mercatini di Natale e una ruota panoramica. In fondo alla passeggiata si erge il promontorio sul quale sorge la rocca. La salita, da fare rigorosamente a piedi, non è faticosa né particolarmente impegnativa e risale giardini verdi e ombrosi. Finalmente raggiungiamo le poderose mura della Rocca: un ultimo sguardo al golfo di Montecarlo, al porto pieno di yacht e ai grattacieli che si sfidano l’un l’altro in altezza, e continuiamo la salita, fino a entrare, finalmente, nel cuore storico del Principato, superando la Porta sul cui architrave è inciso il giorno della sua inaugurazione: il 10 gennaio 1533, sotto il regno del principe Honoré I.

Un ultimo sguardo al porto prima di entrare nella Rocca

Ancora pochi passi in salita, e sbuchiamo sulla grande piazza antistante il Palazzo dei Principi di Monaco, dove tuttora risiede Alberto II con la sua corte. Il Palazzo da aprile a settembre è aperto al pubblico, che può visitare gli Appartamenti Reali e la pinacoteca.

Palais Princier e la piazza antistante

Ma quando il Principato di Monaco divenne tale? Perché la fortezza sulla rocca in realtà fu costruita sul luogo dell’attuale Palais Princier, il Palazzo dei Principi dalla Repubblica di Genova nel 1215: già all’epoca quel territorio era strategico per la Superba, per la sua posizione sul mare. Nel 1297 però Francesco Grimaldi, genovese, ma di una fazione avversa a quella al potere, si impadronì della Rocca con uno stratagemma: si travestì infatti da monaco, eludendo i controlli delle guardie genovesi e sbaragliandole. Si autonominò così signore della Rocca di Montecarlo e si meritò il soprannome di Malizia (furbo). Non seguirono secoli facili per la piccola signoria indipendente che continuava ad essere oggetto degli interessi dei Genovesi i quali puntualmente venivano respinti dai Francesi che invece ne tutelavano l’indipendenza. Solo nel 1612 Monaco divenne effettivamente un principato, con a capo la dinastia dei Grimaldi che tuttora regna.

La statua di Francesco Grimaldi davanti al Palais Princier

A sentire questa storia parrebbe che il nome di Principato di Monaco derivi proprio dal travestimento di Francesco Grimaldi… e invece no. Il nome è ben più antico, risale almeno all’età romana, anzi è ben precedente: furono infatti i massalioti, i coloni Greci fondatori della colonia di Massalia (Marsiglia) sulla costa francese a fondare nell’attuale rada di Monaco il Porto Ercole, che noi conosciamo nella versione latina di Portus Herculis Monoeci. La vocazione portuale di questo territorio è dunque molto antica.

Dopo questa breve parentesi storica, lasciamo il Palais Princier e la piazza antistante ed esploriamo la Rocca la quale, lo anticipiamo, non è particolarmente grande: poche stradine oggi piene di negozietti di souvenirs e di ristorantini, in un’atmosfera molto solare. Consigliamo piuttosto di prendere il sentiero panoramico che costeggia a ovest la parete rocciosa e scoscesa della rocca, dalla quale la vista spazia sul sottostante quartiere di Fontvieille col suo porticciolo.

Il porto di Fontvieille visto dall’alto della Rocca

In breve il sentiero ci porta sul fronte meridionale della Rocca, che guarda il Mediterraneo a sud, una macchia azzurra che si fa spazio tra le fronde degli alberi dei giardini pubblici. Il verde non manca lungo le pendici della rocca e ne è anzi un carattere distintivo. Qui incontriamo due edifici degni di menzione: il Palais de Justice e la Cattedrale di Monaco.

Il Palais de Justice è un edificio dall’architettura eclettica. E’ a tutti gli effetti la sede di uffici, quindi non lo si può visitare come se fosse un’attrazione turistica. Tuttavia già osservarne gli esterni è interessante per notare le linee art nouveau ben evidenti nel doppio scalone, avanzato rispetto alla facciata, nelle decorazioni in pietra che compaiono in facciata e che vogliono richiamare un medioevo fantastico e nelle vetrate colorate del portone d’ingresso. Il palazzo, che è stato eretto tra il 1924 e il 1930, si mostra convesso in facciata, e ben distinto tra una parte inferiore, in cui le pareti sono in bugnato, e quella superiore in cui le pareti sono lisce e nella quale si aprono ampie finestre, alcune delle quali, sono a bifora, vorrebbero richiamare uno stile neoromanico che si riscontra nella vicina Cattedrale di Santa Maria Assunta.

L’eclettica architettura del Palais de Justice de Monaco

E visitiamola, la cattedrale. Costruita nel XIX secolo, sorge sul sito di una più antica chiesa, San Nicola di Myra, eretta nel 1252, ma distrutta per far posto alla chiesa attuale nel 1874. L’edificio è realizzato in stile neoromanico. La facciata, in pietra bianca, è piuttosto elaborata, ricca di monofore e bifore, un rosone centrale, tre imponenti portali presso gli ingressi delle navate. L’interno effettivamente richiama le chiese romaniche (vere) per via della penombra nella quale l’edificio è volutamente lasciato. Lo spazio è scandito in tre navate, e in elevato su due ordini. L’arco a tutto sesto ricorre spesso, fin nel presbiterio. Sopra l’altare maggiore campeggia un grande mosaico dorato, a imitazione dei mosaici bizantini, su fondo oro con la Madonna con gesù bambino in trono tra angeli e santi.

La facciata della cattedrale di Montecarlo

Diverse opere d’arte arricchiscono la cattedrale: tra queste due opere di Ludovico Brea, pittore importante e attivo tra il Ponente Ligure e la Costa Azzurra nel XVI secolo, che erano state realizzate per la primitiva chiesa di San Nicola e che fortunatamente hanno trovato collocazione in questa cattedrale. Si tratta della pala d’altare di San Nicola, nella quale oltre al santo titolare benedicente trovano posto altri personaggi tra cui San Bernardo, San Michele, Santa Maddalena, Santo Stefano e San Lorenzo, ciascuno accompagnato dai propri attributi identificativi, che si data al 1500; l’altra pala è detta Pala della Pietà, dipinta nel 1505 e che raffigura nel riquadro centrale una scena di compianto sul Cristo morte ai piedi della croce, e nei quadretti laterali scene tratte dalla Passione di Cristo.

Pala d’altare con San Nicola benedicente e santi, Ludovico Brea, 1500
Pala della Pietà, Ludovico Brea, 1505

Lasciamo la Cattedrale, ne percorriamo il fianco e arriviamo nel cuore del centro abitato, dove incontriamo un’altra chiesa, la Chapelle de la Misericorde, oratorio della Venerabile Confraternita della Misericordia. La Cappella sorge nel 1639, all’indomani della fondazione della Confraternita dei Penitenti Neri, sotto gli auspici dell’allora Principe di Monaco Honoré II.

All’interno l’oratorio si presenta come una piccola aula chiusa sul fondo da un’abside, la cui volta è dipinta con l’assunzione di Maria in cielo tra angeli e putti festanti, alcuni dei quali trasportano lo stemma del Principato. In una teca trova posto la statua di Cristo morto, sdraiato, deposto dalla croce: un’iconografia alquanto particolare, che però abbiamo già incontrato a Ventimiglia, proprio nell’Oratorio dei Neri. Se non avete letto l’articolo, e non avete ancora visitato Ventimiglia alta, vi consigliamo di farlo.

La volta dipinta con l’Assunzione al cielo di Maria tra angeli e putti

Per concludere degnamente la passeggiata alla scoperta della Rocca di Montecarlo e di Monaco Vecchia, bisogna visitare il Musée Oceanographique. Luogo dei sogni di quand’eravamo bambini, perché è stato il primo acquario che entrambi abbiamo visitato in vita nostra, il Museo oceanografico in realtà è molto di più di un semplice acquario: è un centro di ricerca di studi scientifici sul Mediterraneo, su fauna, natura, condizioni di salute. Presto dedicheremo al Musée Oceanographique un post specifico, perché ne vale la pena. Per ora, intanto, vi lasciamo il link al sito web ufficiale.

Conclusa la visita alla Rocca, inizia la discesa che ci riporta al punto di partenza, sul lato occidentale dell’alto sperone roccioso, lungo il quale non possiamo rimanere insensibili al panorama sul porto e sulle alture che chiudono Montecarlo, ormai disseminate senza soluzione di continuità di grattacieli. La vista è indubbiamente spettacolare, che si apprezzi o meno la pesante antropizzazione. Un punto panoramico è valorizzato da una grande cornice, posizionata appositamente per sottolineare il punto di vista migliore dal quale cogliere l’insenatura in tutto il suo splendore. Poco distante rimane ancora una traccia delle antiche mura della Rocca, che oggi costituisce un altro punto panoramico di tutto rispetto.

La vista su Montecarlo dalla cornice (palme a mezzo permettendo)

Se dopo aver letto questo post decidi di visitare la Rocca di Montecarlo, ritorni qui per lasciarci le tue impressioni? Ogni commento è ben gradito e ci aiuta a migliorare l’offerta di consigli e cose da vedere.

2 risposte a “Alla scoperta di Monaco Vecchia: la Rocca di Montecarlo”

  1. Avatar Un tour en Cote d’Azur! vol 2 = Montecarlo – Maraina in viaggio

    […] Per approfondire la Rocca di Montecarlo leggi il post che abbiamo scritto su Visitare l’estremo Ponente Ligure. […]

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  2. Avatar Scoprire Bordighera, la più amata dagli Inglesi di fine ‘800 – Maraina in viaggio

    […] Augusta che attraversava la Liguria romana fino a giungere a La Turbie (nell’entroterra di Montecarlo, in Costa Azzurra), all’incirca ricalcato, nel territorio di Bordighera, dall’attuale […]

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