Proseguendo con le escursioni-incursioni nella Val Roja, che tanti tesori racchiude, non possiamo mancare una visita a La Brigue (in italiano detta Briga Marittima). Il paese è un piccolo curatissimo gioiello posizionato sul lato est della valle, prossimo al confine italiano.

Come raggiungere Briga Marittima:
In moto o in auto, dall’Hotel Rosalia, bisogna arrivare fino al ponte sul Fiume Roja a Ventimiglia. Alla grande rotatoria, è necessario seguire le indicazioni per la Val Roja e la statale SS20 che la risale, inerpicandosi oltre il confine con la Francia e passando per i paesi di Breil, Fontan e Saint Dalmas de Tende.
Superato quest’ultimo vedrete il bivio che a destra vi conduce nella valle laterale dove si trova Briga Marittima (La Brigue).
Il nome del paese deriva da un termine di origine ligure, che si ricollega alla radice preromana “brigo“, la quale designa in lingua celtica ed in lingua ligure un sito elevato e fortificato, e si ritrova anche nel nome degli abitanti, detti Brigaschi.
Il borgo apparteneva alla provincia di Cuneo ed è stato ceduto dall’Italia alla Francia con il trattato di pace di Parigi del 10 febbraio 1947 e ribattezzata come La Brigue. La parte rimasta in Italia è stata divisa tra il nuovo comune piemontese di Briga Alta (comprendente le frazioni di Piaggia, Upega e Carnino) e il comune ligure di Triora (IM), che ha incorporato la frazione di Realdo.
Il paese è attraversato da est ad ovest dal torrente Levenza, affluente del Roia, e dal Rio Secco, un fiumiciattolo a carattere torrentizio e secco per la maggior parte dell’anno, come indica il suo nome e che, a seguito di piogge violente, può divenire un torrente impetuoso molto pericoloso.
Briga è contornata dal Monte Bego ad ovest, dal versante delle “Ciage”, dal Monte Saccarello ad est e dal «Balcone di Marta» a sud, pertanto qui regna un clima di tipo mediterraneo con un’influenza alpina, che può rendere gli inverni rigidi.
A tutti gli effetti, quando visiterete il paese, vi accorgerete di essere in alta montagna, sebbene non abbiate impiegato troppo tempo a lasciare il mare alle vostre spalle.

Un poco di storia del paese:
Il territorio ha fatto da sempre parte della Liguria sotto l’Impero romano, nel Regno longobardo e nel Regnum Italiae formatosi con Carlo Magno.
Briga è da sempre un territorio strategico.
Nel corso dei secoli l’economia del territorio brigasco si é basata su un sistema agro-selvo-pastorale (La Brigue fu un importante crocevia tra le tre mulattiere delle valli Roya, Tanaro e Nervia), ma é soprattutto grazie all’allevamento ovino che La Brigue ha acquisito una certa importanza e prosperità economica in epoca medievale, nello specifico alla fine del XVI secolo: La Brigue toccò quota settemila abitanti e raggiunse il suo massimo splendore, con una florida economica basata sulla pastorizia, l’agricoltura, il commercio di prodotti caseari e lana. Una delle specialità era la vendita di agnellini da latte ma é per il commercio della lana che una estesa comunità ebraica si trasferì nel paese in quella che, ancora oggi, viene chiamata Rue du Ghetto.
Tra il XVII e XVIII secolo però, la comunità di La Brigue inizia a cedere i diritti di pascolo per rimborsare i creditori e son proprio queste pratiche pastorali nominate “diritti di bandita” le responsabili della degradazione delle praterie sulle alture. Chi beneficiava di questi diritti praticava uno sfruttamento eccessivo dei pascoli per trarne il maggior profitto possibile sapendo che tanto, nel momento in cui il foraggio fosse venuto a mancare, i brigaschi avrebbero dovuto rifornirglielo.
Questa pratica si affievolisce nel corso del XIX secolo per ritornare in voga nel 1860. A questa data, infatti, tutta la Contea di Nizza viene riannessa alla Francia ad esclusione dei comuni di Tenda e La Brigue.
Questo territorio, in effetti, comprende la linea di cresta che va dal colle di Tenda al Balcone di Marta, passando dal Massivo del Marguareis, dunque un punto fin troppo strategico perché il Piemonte potesse permettersi di concederlo alla Francia, soprattutto in un momento come quello in cui stava concludendo l’Unità con il resto dell’Italia.
Il problema era palese: un’eventuale possessione francese dei territori, con annessa possibile fortificazione, avrebbe permesso alla nazione – in caso di guerra – di puntare direttamente i cannoni su Cuneo, punto d’accesso alla Pianura Padana e, quindi di essere poi a solo qualche giorno di marcia dalla capitale del Regno: Torino.
Il Piemonte non poteva perdere assolutamente la difesa naturale delle Alpi e Cavour, insieme agli altri diplomatici italiani, finì per trovare un compromesso: la contea di Nizza fu riannessa alla Francia con il trattato di Torino del 1860 come garanzia del patto fatto con Napoleone III che aveva promesso un sostegno militare nel caso di attacco da parte dell’Austria.
Dopo la Seconda Guerra mondiale la Francia, vincitrice, chiese l’annessione dei territori di Tenda e Briga, ottenendola come disposto nel trattato di pace firmato dall’Italia il 10 febbraio 1947, entrato in vigore il 15 settembre 1947.
Poiché tuttavia la Costituzione della IV Repubblica francese imponeva che non vi fossero acquisizioni territoriali senza il consenso delle popolazioni interessate, anche se Briga era già controllata militarmente e amministrativamente dalla Francia che ne aveva ottenuta la cessione dall’Italia a seguito della firma del Trattato di pace, le autorità francesi fecero un referendum fra la popolazione per la scelta tra Francia ed Italia. Il referendum si svolse il 12 ottobre 1947. I brigaschi optarono per il passaggio di sovranità.

Cosa vedrete a La Brigue:
Il Castello
Residenza fortificata signorile della seconda metà del 1300, posta a controllo degli accessi al Col de Tende, il castello si pone alle immediate spalle del paese, svettando con la torre circolare.
Costruito dalla famiglia Lascaris su un luogo da sempre considerato piuttosto favorevole sia per altezza che per vicinanza a sorgenti d’acqua, l’edificio è una residenza fortificata di medie dimensioni. La torre offre una vista sulle valli a ovest, sud ed est. All’interno fu inoltre costruita una cappella del castello sotto la dedica di Nostra Signora dell’Intercessione. Nel XVII secolo un terremoto danneggiò il castello. Nel 1794 l’esercito rivoluzionario lo saccheggiò e incendiò, abbandonandolo alla prova del tempo e dei predoni…
Oggi l’edificio è in rovina: sono visibili l’alta torre circolare e i muri perimetrali in parte crollati, ma che fanno intendere che il castello si innalzasse su almeno tre piani.
Attorno ad esso, oggi, si stende un piccolo pianoro erboso e sul fronte rimangono i piloni dell’accesso sopraelevato e fortificato.











Il borgo.
Il villaggio medievale è circondato da alte montagne su cui vedrete ancora i pesanti terrazzamenti che ospitavano numerose colture di vite e che oggi invece sono adibiti all’allevamento delle api. Se guardate bene sulla cresta più a nord vedrete una scultura in acciaio COR-TEN che raffigura un’ape gigante. Non spaventatevi.
Passeggiando nel borgo vi accorgerete immediatamente della pulizia e della cura che cui gli abitanti di Briga impiegano nella gestione del loro paese. La Brigue è un susseguirsi di antichi portali in ardesia (detti linteaux) decorati con stemmi e motivi religiosi, portici ben tenuti con scritte antiche, case dalle tinte pastello, angolini dedicati a sculture di arte contemporanea e ristorantini.
Si tratta di una visita non impegnativa in termini di durata, ma molto piacevole tra la porta di accesso al borgo vecchio (simpaticamente naif) e le chiese o oratori che si aprono sulla piazza principale disegnando un bello scorcio.
Purtroppo non abbiamo potuto visitare gli interni delle chiese, ma naturalmente torneremo proprio per poterlo fare e per ammirare le preziosità d’arte che esse contengono. Ma vi segnaliamo:
– La collegiata di San Martino che ha una facciata in romanico lombardo in pietra a fascioni gialli e ocra e modanature in pietra candida. La chiesa è di antica origine e fu in gran parte ricostruita alla fine del Trecento a seguito di un incendio o di un’inondazione. La chiesa è profondissima e di grandi dimensioni. Le numerose cappelle contengono opere d’arte delle epoche più diverse, tra cui una Natività di Ludovico Brea. Interessante anche l’organo a canne ottocentesco, opera dei Fratelli Lingiardi.
– Il barocco Oratorio dell’Assunta che ha navata unica ed una facciata a tre ordini, impreziosita da una particolare bucatura a gemma esagonale.
– La Cappella dell’Annunziata, la cui facciata tondeggiante è molto sinuosa e particolare. La Cappella è datata al 1730 e presenta nella sua parte posteriore un curioso piccolo e magro campanile a pianta triangolare (uno simile lo abbiamo visto a Vallecrosia alta).






























Punti di interesse fuori dal paese.
– Il Pont du Coq, un manufatto medievale visibile dalla strada che conduce a Notre Dame des Fontaines e dall’andamento singolarmente sinuoso, che valica il fiume Levenza e che all’inizio del XVIII secolo fu distrutto da una piena.
Nel 1710, i muratori Cometto, originari di Lugano, ricostruirono l’attuale ponte, composto da un grande arco a tutto sesto sopra il Levenza con un diametro importante di 14,20 m per far fronte alle piene. Sulla riva destra, una rampa su arcate collega la strada attuale (RD 43) e il ponte, attraversando i prati alluvionati ad un angolo di 110°. Al contrario, la riva sinistra è semplicemente collegata da un prolungamento della strada.
Una delle leggende più popolari sul Pont du Coq a La Brigue narra che un tempo il villaggio veniva regolarmente attaccato da banditi provenienti dalle montagne. Gli abitanti decisero quindi di costruire un ponte per facilitare la loro fuga in caso di attacco. Tuttavia, non avevano abbastanza pietre per completare la costruzione e il ponte stava per essere abbandonato. Una mattina, un gallo apparve sul sito di costruzione e cominciò a grattare il terreno con le zampe. Gli abitanti lo presero come un segno e scavando il luogo dove il gallo aveva grattato, trovarono una grande quantità di pietre che furono utilizzate per completare la costruzione del ponte. Da quel giorno in poi, il gallo divenne il simbolo del ponte, in riconoscenza per il suo aiuto.
Un’altra leggenda narra che un drago viveva sotto il ponte e terrorizzava gli abitanti di La Brigue. Gli abitanti chiesero l’aiuto di un coraggioso cavaliere per sconfiggere il drago. Il cavaliere riuscì a ucciderlo pugnalando il suo ventre con la spada. Da quel giorno, il Pont du Coq è considerato un luogo dove la forza e il coraggio sono premiati.
Infine, secondo una terza leggenda, il Pont du Coq era infestato dallo spirito di una giovane ragazza che si era annegata nel fiume. Gli abitanti del villaggio organizzarono una cerimonia per placare il suo spirito, durante la quale un gallo fu sacrificato. Da quel giorno in poi, il ponte è considerato un luogo di purificazione e riconciliazione.
Qual è la vostra leggenda preferita?



– La Fornace di calce. Sempre lungo la strada che conduce a Notre Dame des Fontaines vedrete svettare la ciminiera e la mole di un grande edificio di mattoni rossi, con possenti muri ed al centro una grande e tozza ciminiera. Si tratta della fornace da calce che venne installata alla fine del XIX secolo per rispondere alle esigenze di industrializzazione della regione. Essa fu abbandonata poi alla fine del XX secolo ed oggi è visitabile liberamente. Da vedere è l’immensa bocca del forno. La cava di calcare è ubicata a poca distanza.


– La meravigliosa chiesa di Notre Dame des Fontaines, di cui abbiamo già diffusamente parlato in un articolo espressamente dedicato. Interamente affrescata dai pittori Giovanni Canavesio e Giovanni Baleison, è definita la Cappella Sistina delle Alpi Marittime per la presenza massiccia di meravigliose e coloratissime raffigurazioni a carattere religioso, tra cui, soprattutto il ciclo della passione e morte di Cristo e il Giudizio Universale. Suggeriamo vivamente una visita a questo gioiello.






La Brigue è una piccola meraviglia ordinata e pulita in una valle che pare fuori dal tempo e che tuttavia è accogliente e fa venire voglia di viverci.
Oltre alle bellezze che vi abbiamo raccontato, segnaliamo che sono presenti su questo territorio numerosi sentieri escursionistici per bicicletta e pedestri che collegano gli altri paesi del versante francese con quello vicino italiano.

Se dopo aver letto questo post decidi di percorrere la Val Roja e di visitare La Brigue ritorni qui per lasciarci le tue impressioni? Ogni commento è ben gradito e ci aiuta a migliorare l’offerta di consigli e cose da vedere.


