Dei pittori Giovanni Canavesio e Giovanni Baleison abbiamo già parlato a proposito del Santuario di Nostra Signora Di Fontaines a La Brigue.
In questo articolo vi racconteremo di un altro loro capolavoro, questa volta in territorio italiano e precisamente a Pigna, nella Val Nervia.
Al borgo di Pigna e alle sue meraviglie abbiamo già dedicato un post, ma non eravamo mai riusciti a visitare la Chiesa di San Bernardo, che viene aperta solitamente solo su prenotazione telefonica ed in poche altre occasioni fugacissime.

Come visitare la Chiesa di San Bernardo:
telefonare al numero 0184 241016 per concordare l’appuntamento. La visita ha un costo di 5 euro a persona.
Come raggiungere San Bernardo:
Per raggiungere Pigna è sufficiente, partendo dall’Hotel Rosalia, prendere la Via Aurelia in direzione ponente fino allo svincolo con la SP64 che, risalendo il Torrente Nervia, ci fa attraversare i paesi di Camporosso, Dolceacqua e Isolabona, per un totale di circa 30 min.
Poco prima di raggiungere il paese troverete un bivio che volge a sinistra. Seguite la via di sinistra e dopo una cinquantina di metri, vedrete le indicazioni per il Cimitero e per la Chiesa.
Una stradina vi condurrà inerpicandosi fino al cimitero.
AVVERTENZA: davanti alla chiesa ci sono due posti auto. A nostro giudizio è meglio lasciare l’auto più in basso e arrivare a piedi, per evitare di restare incastrati in situazioni dove lo spazio di manovra è limitatissimo.
La Chiesa di San Bernardo.
Costruita tra la fine del 1300 e l’inizio del 1400, costituiva un importante luogo spirituale ed un ricovero per coloro i quali si avvicinavano al borgo e lo trovavano chiuso perchè era calata la notte.
La chiesa si presenta con una facciata molto semplice in pietra, dotata di una grande finestra al piano primo ed un portoncino in legno con un architrave ed un arco bicromo a sesto acuto. Sul retro l’abside ha un coronamento di archetti pensili in pietra calcarea.. Alla chiesa manca il campanile ed il suo lato est è addossato al piccolo cimitero cittadino. Il lato ovest si affaccia sulla tipica stradina campestre cosparsa di uliveti e fasce che conduce alla parte alta del borgo di Pigna.
All’interno la pianta è a navata unica; mancano le panche e le sedute e tutti i paramenti sacri. L’altare si trova su un livello un poco rialzato e si raggiunge con un gradino.
Il soffitto della chiesa è costituito da due campate di volte a crociera, divise da un arcone largo poco meno di un metro.





Tutto l’interno della chiesa è decorato ad affresco. La policromia vi accoglierà creando un effetto di meraviglia che vi lascerà a bocca aperta. Il lavoro del Canavesio e di Baleison è un horror vacui, come a La Brigue, coloratissimo, dove un susseguirsi di figure dettagliate racconta le storie della Passione, Morte e Resurrezione di Cristo.
Come a Notre Dame des Fontaines la narrazione degli episodi si svolge tramite riquadri di varia grandezza. Ognuno di essi è accompagnato da un cartiglio che ne descrive il contenuto, posizionato in basso e scritto in latino e caratteri gotici.




La lettura inizia dalla navata destra dove essa è più vicina all’altare, dall’alto verso il basso. Si parte con l’entrata di Cristo in Gerusalemme e con l’Ultima Cena in alto e poi si prosegue con gli altri episodi della Passione: la Lavanda dei piedi, il Tradimento di Giuda, Giuda riceve i Trenta denari, Cristo nell’Orto del Getsemani, la Cattura di Cristo, Cristo dinnanzi ad Annah, Cristo dinnanzi a Caifa, Cristo deriso, Cristo davanti a Pilato, Cristo davanti ad Erode, l’Incoronazione di spine, la Condanna di Cristo e la Disperazione di Giuda.
Il registro inferiore della decorazione presenta un bellissimo cordone floreale con medaglioni e motivi vegetali e un drappo rosso che corre lungo tutta la lunghezza della parete.




Si arriva così alla lettura della controfacciata, che contiene gli episodi della Flagellazione, il Rinnegamento ed il Rimorso di Pietro, la Salita al Calvario, la Morte di Cristo, e Cristo inchiodato alla Croce.
Sulla lunetta sopraporta Canavesio ha raffigurato una Morte che invita al Memento Mori dedicata ai fedeli in uscita dalla Chiesa. Purtroppo come alcune altre parti della narrazione anche questo affresco è lacunoso e non ci permette di apprezzare un soggetto che il pittore non ha replicato, ad esempio, a La Brigue. Peccato davvero.


La parete nord continua con la narrazione di altre scene, quali: la Crocifissione, Il Compianto sul Cristo morto, la Resurrezione, la discesa al Limbo ed il Giudizio Finale che ottiene una enorme porzione di parete (pari ad una campata) e che è meno carico di orrore di quello di La Brigue. Tuttavia anche qui, come a Notre Dame des Fontaines e a Triora (per la quale è incerta l’attribuzione degli affreschi al Canavesio) c’è una pletora di demoni rabbiosi e violenti che, insieme al Leviatano con la sua bocca spalancata e a Minosse bistrattano e seviziano i dannati.




L’arcone tra le volte contiene i ritratti del Profeta Isaia, quello della Sibilla Cumana, quello del Re David, ed il drammatico Suicidio di Giuda, che il Canavesio riprenderà con ancora maggio effetto orrorifico a La Brigue un decennio dopo.


La decorazione ad affresco si trova anche sull’arco trionfale che sovrasta l’abside, così come a Notre Dame des Fointaines. Qui a Pigna vengono raffigurati L’annunciazione, San Bernardo di Menthon (dedicatario della Chiesa) e Sant’Antonio Abate.

Le unghie delle volte a crociera sono decorate, molto probabilmente contestualmente dal Baleison (si nota una diversa attenzione ai particolari, ai volumi, differenti sono i visi ed i contorni delle figure) che le rende con colori molto più nitidi (o che hanno saputo resistere meglio al tempo?) e raffigurano i Quattro Evangelisti con i loro attributi (nella volta più prossima all’altare) ed i massimi Dottori della Chiesa (Sant’Agostino, San Girolamo, Sant’Ambrogio e San Gregorio Magno).









La Chiesa di San Bernardo è un vero e proprio gioiello della pittura tardo medievale. Se oggi possiamo godere di questa bellezza, dobbiamo ringraziare gli interventi di restauro conservativo che sono stati attuati tra il 1976 e il 1996 (riaperta al pubblico il 5 Aprile del 1998… stesso giorno in cui scriviamo questo articolo!). Tali interventi hanno strappato gli affreschi per evitare che l’umidità li rendesse man mano evanescenti. Messi in sicurezza su pannelli semiridigi, realizzati in vetroresina, essi sono ricollocati nella chiesa e nelle loro posizioni originali.
Una piccola curiosità: se provate ad osservare la superficie degli affreschi a luce radente, vedrete che essa (ad altezza sguardo) è costellata di graffiti e firme di visitatori che dalla consacrazione della chiesa nel 1482 hanno visitato questo luogo… Vedrete nomi in latino, disegni, stemmi, e piccoli cartigli che raccontano anche di storie lontanissime…

Per chiudere la gita con una ultima opera di Giovanni Canavesio, vi consigliamo di visitare nel cuore di Pigna la Chiesa di San Michele, la quale contiene una magnifica pala lignea con riquadri, proprio realizzata da lui, e che brilla di un oro abbacinante.
Se vi verrà voglia di trovare altre opere di Canavesio, leggete e cercatele sul nostro blog, perchè abbiamo deciso di seguire il più completamente possibile le orme del suo lavoro. Altri articoli in arrivo !
Se dopo aver letto questo post decidi di visitare la Chiesa di San Bernardo a Pigna ritorni qui per lasciarci le tue impressioni? Ogni commento è ben gradito e ci aiuta a migliorare l’offerta di consigli e cose da vedere.


