Una delle meravigliose caratteristiche che hanno reso celebre Bordighera tra i turisti tedeschi e inglesi nel corso del XIX secolo è la qualità del clima. Mai troppo rigide in inverno, mai troppo calde in estate, le condizioni atmosferiche, ancora oggi apprezzatissime, hanno permesso a numerosissime specie arboree provenienti dalle più disparate parti del globo di crescere e prosperare.

La passione di illustri uomini che per collezionismo o commercio avevano la possibilità di importare nei propri parchi rare specie di alberi e piante trovò in Bordighera il terreno fertile per prosperare e sbizzarrirsi. Abbiamo già raccontato in diversi articoli di personalità eccezionali quali Thomas Hanbury, Clarence Bicknell e Ludwig Winter. Fu proprio quest’ultimo ad affidare il suo sapere botanico ad alcune famiglie di Bordighera quali gli Allavena e i Pallanca. Queste famiglie ancora oggi con passione portano avanti questo mestiere progettando giardini in molte parti del mondo.
Oggi vi parliamo del magnifico Giardino Esotico della Famiglia Pallanca, che nel 1910 nacque come giardino privato totalmente dedicato alle piante cactacee.
La collezione è privata e rappresenta il risultato del lavoro di raccolta, acclimatazione e nomenclatura operato in quattro generazioni della famiglia Pallanca. Le piante provengono da tutti i continenti. Tra queste ad esempio si possono riconoscere le euphorbie, le opuntie, le lobelie, la dracena, la strelitia, l’agave, l’aloe, l’echinocactus grusonii, la yucca, i cereus, le mamillarie, i ferocatus…
Il Giardino, esteso 10.000 mq, si snoda fra le rocce di arenaria, ultime propaggini dell’antico vulcano del Monte Nero.
Notevolmente accresciutosi nel corso dei decenni sia per estensione che per varietà di specie, venne aperto al pubblico nel 1989 e inserito (e quindi vincolato) tra i siti nazionali di interesse artistico e paesaggistico proprio per la sua collezione di esemplari di grandi dimensioni e per l’assortimento delle varietà. E’ ritenuto nel suo genere il parco esotico più rilevante d’Italia e tra i più caratteristici del mondo.
All’interno del Giardino è presente una nutrita biblioteca di settore il cui accesso pubblico deve essere prenotato.









Come raggiungere il Giardino Esotico Pallanca.
Partendo dall’Hotel Rosalia, si svolta a destra in direzione Sanremo, percorrendo per circa 5 minuti la SS1 Aurelia fino a superare la galleria di Punta Migliarese (sopra cui si trova il Grand Hotel del Mare).
Usciti dalla galleria troverete i cancelli di ingresso al giardino e la biglietteria, sulla sinistra (lato monte). E’ possibile parcheggiare l’auto nel parcheggino che si stende davanti all’ingresso (ATTENZIONE al traffico ed alla svolta da fare).
Il costo del biglietto e tutte le informazioni di accesso si trovano sul sito web del giardino Pallanca.


La visita.
Il percorso si snoda a toccare 26 punti di interesse risalendo lo scosceso pendio della collina. Come da usanza ligure avrete modo di raggiungere dei punti in piano che corrispondono agli antichi terrazzamenti. Noterete che da ogni punto di “sosta” il panorama si modifica e si svela e sarà impossibile non scattare fotografie.
L’inizio del percorso si apre con una ripida salita gradonata con subito alla destra un piccolo pianoro con un pozzo in mattoni, alcuni banani, una euphorbia e tanto tanto verde che pare di essere catapultati in una jungla.
Ci ha assalito una sensazione di liberazione dalla quotidianità e dalla contemporaneità, di immersione nella natura… le foglie degli alberi, in questa piccola gola fanno quasi da copertura. Il sole non filtra in questa quinta scenica fatta di verde, eppure non c’è umidità.
La salita a scalini si raccorda poi con molteplici terrazzamenti che si aprono a sinistra e destra, qualcuno aggetta sulla strada e sulla sottostante spiaggia di Bagnabraghe con le sue acque cristalline e turchesi e qualcuno invece si rivolge verso Sanremo…












Il Giardino Esotico Pallanca è un susseguirsi ritmato di pause tra la piccola fatica del salire e lo stupore dei panorami che si aprono nel vuoto e dei dettagli delle singole piante.
Tra spine sottilissime che paiono morbide, aghi lunghi ed acuminati come spilli, altri letali come coltelli, foglie spesse e carnose, fiori violetti e bianchi, aloe rosse, cuscini di suocera, succulente che paiono disegnare giardini sottomarini e vasi colorati, il percorso è una continua scoperta meravigliosa.








Vi accompagnano le arancioni casette della famiglia Pallanca, le serre e i vani di servizio, con discreta presenza e perfetta integrazione nel paesaggio.
Spesso ci si trova a desiderare di potersi fermare in questi luoghi pieni di pace in contemplazione dei dettagli delle piante o a leggere, o semplicemente a perdersi nell’immensità dell’orizzonte aperto.
Man mano che salirete di quota vedrete tutto l’intorno aprirsi come un respiro che diventa più profondo e ampio. Arriverete a mezzacosta ed accanto a voi si staglieranno anche le altre ville che punteggiano questa porzione di Monte Nero… e in basso sempre il mare turchese.
Il Giardino Esotico Pallanca è un altro gioiello del territorio di Bordighera e frutto della sua Storia. Vi consigliamo vivamente di visitarlo anche per apprezzare il quotidiano lavoro dei giardinieri e della Famiglia Pallanca che da più di un secolo difende con cura questa collezione.

Se dopo aver letto questo post decidi di percorrere il Giardino Esotico Pallanca ritorni qui per lasciarci le tue impressioni? Ogni commento è ben gradito e ci aiuta a migliorare l’offerta di consigli e cose da vedere.


