Le esplorazioni di Maraina e Davide

Vallecrosia Alta, San Biagio della Cima e Soldano

I borghi della Val Verbone


L’escursione di oggi si addentra nella Val Verbone, alle spalle di Vallecrosia, per esplorare tre piccoli borghi antichi piuttosto vicini uno all’altro: Vallecrosia alta, San Biagio della Cima e Soldano.
Pare che il nome della Val Verbone sia da mettere in correlazione con la pianta della verbena, che qui cresce abbondante fin dall’età romana, e che vista la sua copiosità finì per identificare anche il torrente Verbone. Inoltre pare che in epoca romana questa valle fosse un luogo dedicato alla caccia e che fosse in relazione al culto di Apollo. A Vallecrosia risultano testimonianze archeologiche di questa devozione antica nella chiesa-santuario di San Rocco.

Vallecrosia alta, San Biagio della Cima e Soldano sono sicuramente attestati all’epoca delle incursioni saracene (del IX e X secolo e poi Ottomane del XV e XVI). Come frequentemente accade in Liguria, le popolazioni che vivevano sulla costa, per evitare gli attacchi dal mare, furono costrette a ritirarsi su alture maggiormente difendibili. Ecco che i nuclei di case strette si dotarono di rozze mura e torri di avvistamento.
Spesso questi borghi di contadini dediti all’ulivo ed alla vite durante la loro lunga storia, si “confederavano” in comunità come la famosa “Magnifica comunità delli otto luoghi” che nel 1686 cercò di sottrarsi alle vessazioni economiche della fortissima Ventimiglia e di cui Vallecrosia alta, San Biagio della Cima e Soldano fecero parte, insieme a Bordighera, Vallebona, Borghetto e Sasso.

Ancora oggi la Val Verbone è quasi totalmente dedita alla coltivazione. Risalendola, potrete notare come essa sia punteggiata di case attorniate da terrazzamenti. Seppur un po’ disordinata e molto costruita (per lo più nella zona in adiacenza a Vallecrosia bassa) essa mantiene un carattere paesistico tipico ligure con ponticelli, casette in pietra, filari di vite, oliveti, e floricoltura con tantissime mimose e ginestre.
Domina su tutti questi paesi, il borgo importantissimo ed imponente di Perinaldo, patria dell’astronomo e matematico Giovanni Cassini, poggiato sul crinale di un alto monte… di cui parleremo approfonditamente in un prossimo post.

Come raggiungere i borghi della Val Verbone partendo dall’Hotel Rosalia.
Si procede sull’Aurelia in direzione ponente sino al semaforo centrale di Vallecrosia. Si svolta a sinistra percorrendo Via Roma fino ad incontrare una rotatoria… Da qui si prosegue sempre dritto verso nord, a risalire la valle. Dopo circa 5 minuti di auto, si raggiunge il primo dei tre borghi: Vallecrosia alta.

Ad accoglierci c’è una torre saracena (attualmente in restauro) che ha delle bellissime feritoie e che sopravanza il paese “minacciando” i malintenzionati. NON attraversate questo primo ponte che vedrete, perchè esso vi conduce ad una ripida salita, poco comoda per chi non è abituato… ma prendete il secondo ponte, che un pochino più largo, vi conduce ad uno spiazzo ai piedi del paese dove ci sono più posti per parcheggiare.
(Il terzo ponte, vi conduce direttamente alla Chiesa parrocchiale, ma lì non troverete parcheggio!)
Lasciata l’auto non vi resta che risalire attraverso uno dei carrugi e curiosare. Troverete alcune indicazioni di “Percorso turistico” e la strada vi risulterà più curata, ma potete tranquillamente fare da soli: il borgo è piccolo e si gira agevolmente.

Cosa c’è di carino da vedere a Vallecrosia alta:
1) Le coloratissime ed allegre porte dipinte con il tema delle botteghe inventate dall’artista Imelda Bassanello e le statue in legno scolpite da Barba Brisiu.
2) La chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate, con la sua facciata tardo barocca bianca e verde.
3) La stretta e lunga piazza “a ciassa” posizionata all’estremità sud del borgo, molto caratteristica perchè la sua geometria genera uno spazio accogliente, avvolgente ed intimo, vivacizzato dalle porte dipinte e da un murale con una scena di festa di paese.
4) I vicoli, che pur essendo i tipici carrugi in molti punti sono ampi e circondati da case basse, ed offrono alla vista più porzioni di cielo. Il borgo quindi risulta meno buio, l’aria è meno densa di umidità e muffa, e non si percepisce quella sensazione soffocante di dedalo che talvolta i paesi dell’entroterra danno.
5) Giochiamo a trovare le torri saracene… Vallecrosia su tutto il suo territorio comunale ne ha 5. Una si trova sulla costa e si vede dalla passeggiata a mare. Una ci ha accolto salendo al paese alto… Altre 3 sono case torri sparse nel tessuto del borgo vecchio… alziamo il nasino e vediamo se le troviamo !

Da Vallecrosia alta, parcheggiando avrete forse intravisto il nostro prossimo borgo… Si tratta di San Biagio della Cima, il quale dista circa 3 minuti di auto da Vallecrosia alta.

Raggiungiamo San Biagio della Cima.
La soluzione più semplice per parcheggiare è la seguente: appena vedete il paese, continuate ancora sulla provinciale per un centinaio di metri fino a che non troverete una svolta a sinistra, poco prima delle mura del cimitero comunale. Prendete a sinistra la salita fino ad arrivare ad un ampio parcheggio. Lasciata l’auto, risalite a piedi tramite il carrugio che preferite.

San Biagio della Cima, visto da Vallecrosia Alta

Il paese si adagia su uno sperone collinare all’ombra della Cima (un alto monte che si trova a sud e che reca tracce di frequentazione romana) e poi si estende verso nord e sud con due piccole propaggini. Quindi avrete da “esplorare” in lungo ed in larg
Rispetto a Vallecrosia alta, San Biagio è più dedalico, fatto di salite ad intermittenza e piazzette nascoste, con case molto vicine le une alle altre. Vi regalerà scorci inaspettati.

Cosa c’è di carino da vedere a San Biagio della Cima:
1) La Chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano che è datata al XV secolo ed oggi si presenta con una facciata in stile neoclassico ligure. La facciata di colore giallo, è convessa e ritmata da profonde nicchie e paraste bianche. L’interno, rischiarato da poche finestre, si rivela esuberante e vivace una volta illuminato: stucchi, ori, statue di santi ed un bellissimo soffitto voltato a crociera con Martirio di San Sebastiano ed evangelisti nelle lunette.
2) L’ Oratorio di Nostra Signora Assunta ci appare in una minuscola piazzetta in salita, con la sua facciata gialla e piatta su cui campeggiano in fresco due finte nicchie ed una immagine della Madonna tra angeli. La chiesetta ha due finestrelle rettangolari da cui si può spiare il buio interno.
3) La Chiesa di San Biagio che si trova accanto al cimitero e che è uno degli edifici più antichi del paese, poichè risale al XIII secolo.
4) Esterno al paese in direzione nord, si trova su un colle in posizione elevata e precedeuto da un cammino segnato da edicole votive il Santuario di Nostra Signora dei Dolori, la cui facciata arancione e rosa, è snella e accompagnata da un altrettanto snello campanile e si nota fin dalla strada provinciale, attirando l’attenzione.
Esso è preceduto da una delle propaggini esterne del paese di San Biagio, la quale si chiama quartiere Bosio. Provenendo dal borgo, percepirete questo quartiere come elemento estraneo, perchè esso si trova su un piccolo promontorio a sè rispetto a quello su cui è adagiato il paese. Alcuni carrugi nel tempo hanno collegato i due nuclei.

Un elemento di grandissimo interesse da segnalare è che a San Biagio della Cima è molto praticata la floricoltura della rosa. Tanto che nel mese di maggio, ogni anno si celebra Rose in Esposizione, una mostra di moltissime varietà di rose ivi coltivate.

A meno di 5 km da San Biagio, proseguendo ancora verso nord troverete l’ultima tappa della gita di oggi: Soldano, un piccolo borgo di circa mille abitanti poggiato sulla sponda ovest del Verbone e nascosto dalla vista del mare. Come abbiamo raccontato, anche Soldano nasce come borgo fortificato contro le razzie dei saraceni del IX e X secolo. Tali eventi riecheggiano ancora oggi, oltre che nella storia delle architetture dei paesi, spesso anche in alcuni motteggi o modi di dire.
Tipico di Soldano, ma conosciutissimo in tutte le località limitrofe, è il seguente raccontino, che narra di un paesano spavaldo in osteria e pavido nella realtà, il quale all’inizio per vantarsi davanti agli amici diceva:
Mì nu m’arenderìa né pe tüti i Türchi d’a Barberìa !”
e poi preso alle spalle per scherzo da un amico, gridava terrorizzato:
Sciù Türcu m’arendu!

Il piccolo borgo di Soldano è il più piccolo dei tre che vi proponiamo oggi; tuttavia ha in sé tutte le caratteristiche dei borghi fortificati della Liguria di Ponente: i caruggi stretti stretti, i saliscendi, le porte antiche fortificate, la chiesa a centro paese, le case torri, le piazze nascoste.

Cosa c’è di carino da vedere a Soldano:
1) Le porte fortificate. La Porta Sud, che tramite un ponticello conduce in Piazza San Giovanni, è dotata di una caditoia difensiva. La Porta Nord, tramite un archivolto ed una scalinata, è rivolta verso l’attuale tracciato della Strada Provinciale che sale verso Perinaldo. Questa porta ha un impianto “sceo”, ossia un espediente architettonico che costringeva gli assalitori a scoprire il fianco destro (quello non coperto dagli scudi) rendendosi così vulnerabili agli attacchi dei difensori.
2) Piazza San Giovanni, si trova fuori dalle antiche mura ed è detta comunemente Piazza Nuova. Edificata con importenti terrapieni nel XIX secolo occupa uno spazio precedentemente coltivato a vite ed olivo. La piazza è gradevolissima ed invita ad una vita rallentata e quieta. Sul lato est sorgono alcune abitazioni, sul lato ovest si trova la Parrocchiale affiancata dal Palazzo Comunale e da un edificio nobiliare su arcate, mentre il lato sud è chiuso dall’Oratorio di San Giovanni Evangelista.
3) La Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista è un edificio quattrocentesco dalla facciata di un verde menta leggero con modanature e paraste in stucco bianco. L’interno è piuttosto sobrio e conserva il polittico di San Giovanni Battista realizzato dai fratelli Giacomo e Bartolomeo de Rogeriis, oltre ad altre opere di minor pregio.
4) L’Oratorio di San Giovanni Evangelista che in origine, nel quattrocento aveva dimensioni più ridotte e che conserva il bel portale in pietra nera del 1594, con sull’architrave una iscrizione in latino con data e girale floreale, e sulle spallette della porta due elementi decorati con clipei e teste elmate di profilo (che spesso si trovano sui portali genovesi). La facciata di questo edificio è piuttosto semplice ma delicata: liscia con un ordine e una piccola campana inserita nel piccolo timpano pennacchiato e barocco. Seppur chiuso al momento della nostra visita, l’oratorio ci svela dalle finestre, un interno molto colorato e ben tenuto… torneremo a visitare…
5) Piazza del Rossese. A monte del borgo, dopo un intrico di vicoli si aprono alcuni spazi che lasciano un po’ di respiro. Uno di questi, protetto da alte case in pietra e finestrate, è Piazza del Rossese. Qui il paese celebra uno dei suoi elementi fondanti: il vino Rossese che è prodotto orgogliosamente su questi crinali e su quelli della vicina Dolceacqua. La piazza è un ampio spazio vuoto su cui si aprono numerosissime finestre delle case e che viene utilizzato per le celebrazioni e gli eventi che saltuariamente animano il borgo.

Uno di questi eventi è la Rossese Experience Week, la cui prima edizione si è svolta nel luglio 2025 con grande successo. Questa settimana di celebrazione del Rossese ha coinvolto numerosi produttori e ristoratori, enti, sommelier, giornalisti, attori, fotografi, scrittori ed esperti locali con intrattenimento e buona enogastronomia. Lungo le vie del paese, guidati da una mappa, si potevano degustare in punti precisi “detti nicchie” (ossia le cantine aperte) diverse qualità di vino. Non vediamo l’ora di partecipare nel 2026.

Prima di intraprendere la via del ritorno, che ne dite di un aperitivo ?
Passate da Sacro e Profano un pub carinissimo dove le pareti sono in pietra a vista e tutto è curato nei dettagli e dove in particolare potrete trovare una ampissima selezione di birre, accompagnate da stuzzichini dolci o salati.

… per cena però vi aspettiamo all’Hotel Rosalia !

Se dopo aver letto questo post decidi di visitare i borghi della Val Verbone, ritorni qui per lasciarci le tue impressioni? Ogni commento è ben gradito e ci aiuta a migliorare l’offerta di consigli e cose da vedere.










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